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«La Regione Lazio continua a declassare il nostro territorio. Stiamo diventando una provincia di serie B e l'ufficializzazione dell'imminente chiusura dell'ospedale di Ceccano ne è una viva testimonianza».
Questa la dichiarazione del consigliere regionale e capo gruppo della Federazione dei Cristiano Popolari alla Pisana, Angelo D'Ovidio riguardo il programma di riqualificazione della rete ospedaliera del Lazio. «Penso - sostiene il consigliere regionale - che le azioni di un commissario straordinario nominato per avviare le procedure dovute al rientro del deficit sanitario, non debbano ledere i servizi volti alla tutela dei cittadini.
Va bene tagliare le spese ma non tagliare i posti letto.
L'ospedale di Ceccano - spiega D'Ovidio - passerà da 61 posti letto a soltanto 15 destinati però al servizio psichiatrico diagnosi e cura.
Ora, con un nosocomio del capoluogo ormai stracolmo, Ceccano poteva essere una struttura su cui appoggiarsi e quindi far defluire il "congestionamento" delle corsie dell'Umberto I.
Come al solito il metodo è quello sbagliato. Le scelte politiche in materia sanitaria, - dice ancora D'Ovidio - condotte sempre in nome di una non chiara razionalizzazione della spesa, risultano ad oggi totalmente scellerate, tanto da produrre soltanto un taglio ai servizi forniti al cittadino, con un livellamento verso il basso della qualità degli stessi, senza d'altro canto ridurre contestualmente il costo della spesa sanitaria.
Il nosocomio ceccanese è stato fino a questo momento attrezzato con nuovi macchinari e sale operatorie e credo quindi, che rappresenti una delle strutture più nuove della nostra provincia.
Allora se questa era la sorte dell'ex Santa Maria della Pietà perché continuare a finanziarie l'ammodernamento della struttura?
Queste sono le spese inutili della Sanità Laziale - conclude Angelo D'Ovidio - il perché? Chiedetelo a Marrazzo».
28/10/2008
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