Non v'è dubbio che sinistra e destra siano in ritardo sulla designazione del candidato presidente alla Provincia, le cui elezioni si terranno nella primavera 2009. Ogni giorno esce fuori un candidato. Perciò si deciderà probabilmente a Roma. Ecco perché sembra più probabile a sinistra la presentazione di Gianfranco Schietroma visto che pare stia per arrivare la riappacificazione tra Nencini e Veltroni per cui Frosinone andrebbe al Ps. A proposito di socialisti, Angelo Ruggiero è diventato vice presidente della commissione nazionale di garanzia. A destra il panorama è ancora più confuso, per cui non è da scartare l'intervento degli organi regionali (se non nazionali). Venerdì sera l'ennesimo incontro inutile, previsto un altro in settimana. Intanto il terremoto ha investito in pieno l'Udc, dopo le dimissioni a sorpresa da segretario e dal partito di Michele Mele. Ora quasi tutti implorano il ripensamento. Il gruppo consiliare di Frosinone (Piacentini, Trina e Zaccheddu) chiede un comitato provinciale per «ricucire lo strappo». «Siamo sicuri di riuscire a recuperare Mele e ci rifiutiamo di pensare che abbia già fatto scelte in favore di altri partiti». Giuseppe Paliotta, in una lunga dichiarazione, sostiene di avere previsto tutto: perciò «mi sto occupando esclusivamente del Mcl, sempre per fare politica, visto che nell'Udc non c'è da mesi neppure l'ombra». «Ora nel partito c'è rimasto proprio poco. Questo è il risultato dell'incapacità di vedere che la politica ha le sue regole: ignorarle vuol dire fallire miseramente», conclude. Infine Rifondazione comunista, dove lo scontro interno è arrivato al massimo. Giovedì sera, la maggioranza del segretario provinciale Gaetano Capuano ha approvato un suo documento con il quale si motiva politicamente il rientro nella giunta Scalia designando come assessore Paola Menichetti. Ma prima di questa decisione la minoranza che si raccoglie attorno all'ex assessore regionale Maurizio Federico ha presentato 269 firme di iscritti che chiedono, in base all'art. 11 dello statuto, di svolgere un referendum interno. «Non ne riconosco la validità», diceva ieri mattina Capuano, «Nessuna difficoltà ad andare al referendum ma questi stanno distruggendo il partito e favoriscono la destra». Ieri sera poi è uscito allo scoperto il collegio di garanzia (dei cui 5 membri 3 fanno riferimento alla minoranza), che afferma di svolgere «rigorosamente la funzione» prevista dallo statuto per cui dice che il segretario «non ha nessun mandato per sancire il rientro del Prc nella giunta provinciale». Insomma, lotta continua.
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26/10/2008