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A quarant'anni dal '68 un movimento ben più esteso, con docenti e allievi uniti alle loro famiglie, sta scuotendo il mondo della scuola: obiettivo della protesta è il ministro Mariastella Gelmini che ha inteso riformare l'istruzione a colpi di decreti legge, senza consultare i docenti, i pedagogisti (un paio di luminari si sono dimessi per protesta dallo staff ministeriale) e nemmeno i parlamentari.
Nella nostra provincia ogni venerdì di ottobre s'è consumato uno sciopero: prima i Cobas dei docenti e del personale amministrativo, colpiti da una riduzione di un migliaio di posti, poi il 10 gli studenti che hanno invaso pacificamente le strade cittadine. Il 17 c'è stato lo sciopero generale del pubblico impiego mentre il prossimo 30 ottobre si celebrerà lo sciopero generale della scuola, con il blocco totale delle lezioni.
Anche l'università di Cassino si è unita al coro dei «no» alla prevista riduzione dei finanziamenti, una razionalizzazione che mette a dura prova la vita di interi dipartimenti. La Finanziaria Gelmini-Tremonti farà sparire da noi, secondo i primi calcoli, duemila posti in tre anni, oltre duecento plessi nei centri minori e precluderà a centinaia di precari la possibilità di entrare nei ruoli dell'insegnamento oltre a provocare effetti disastrosi con il ritorno del maestro unico alle elementari.
Camillo Savone
20/10/2008
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