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Il risvolto

interporto, altro buco nell'acqua?

In tante, troppe, occasioni la nostra provincia rischia di arrivare sempre tardi. Anzi la cosa è diventata una costante. Quando ormai quello che si realizza, sempre che (bisogna premettere) venga concretizzato, non serve più a niente. Anzi porta danni e, soprattutto, spreco di pubbliche risorse che avrebbero potuto essere diversamente impiegate.

Insomma, nel nostro territorio il fattore temporale è un «optional», una variabile indipendente. Invece non è così, specialmente per le infrastrutture, per le quali - ad eccezione di strade (principalmente l'A1) e strutture d'istruzione (l'Università di Cassino) - abbiamo carenze in tutti gli altri settori. Il gap è ancora molto elevato. Un'opportunità ancora non ancora colta è sicuramente l'interporto, i cui lavori di realizzazione durano da anni. Stiamo correndo dei brutti rischi perché, quando verrà ultimato, rischia di rimanere pressoché vuoto. Brutte notizie sull'intermodalità l'ha fornite l'ultimo inserto economico del Corriere della Sera, che parla di «delusione». Negli ultimi cinque anni, nell'area del Centro Italia, il traffico delle merci è diminuito del 30% con appena il 7% delle aziende che si affidano agli interporti. Faremo, allora, un altro buco nell'acqua?

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17/09/2008










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