In sostanza, il riconteggio viene fatto applicando le tariffe del 2006 ai consumi di due anni prima. Anche l'ex assessore, Vincenzo Bragaglia, in qualità di cittadino si è fatto portavoce del malcontento degli altri residenti: «Innanzitutto le bollette non sono comprensibili, inoltre, non è ammissibile pagare sulla base di tariffe che vengono fatte valere reatroattivamente. Noi contestiamo i conteggi e a questo punto non escludiamo di adire le vie legali».
Sono numerosi i reclami, le lamentele e le proteste arrivate anche sul tavolo della Lega Consumatori: «In sostanza - ha spiegato l'avvocato Manuela Maliziola, presidente provinciale dell'associazione - paghiamo due volte per gli stessi consumi. In base alle segnalazioni che stanno arrivando, contesteremo innanzitutto la mancanza di chiarezza delle fatture e la legittimità degli aumenti retroattivi. Il conguaglio può raggiungere anche i 700-800 euro, ma ci sono anche casi limite come quello di una famiglia di quattro persone che dovrebbe pagare 1.200 euro e di una palazzina che ha raggiunto i 3.000 euro». In base a quale criterio i consumatori devono pagare questo surplus? In realtà, come ha spiegato la Maliziola, l'aumento retroattivo delle tariffe era stato deciso dalla conferenza dei sindaci dell'Ato all'inizio del 2007, sull'assunto che le tariffe applicate erano più basse di quelle previste. Dunque, servirebbe un tavolo tecnico-istituzionale per fare chiarezza e capire come sono stati contabilizzati i consumi.
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15/09/2008