Risparmiare nella sanità si deve e si può: finora non sono stati scovati i tanti sprechi che avvengono nelle piccole e nelle grandi strutture. Non lo si è voluto. A cominciare da chi si appropria di una siringa e per finire alle apparecchiature che scompaiono. Un pozzo senza fondo, che va chiuso per sconfiggere l'immoralità. Andiamo ai «tagli» che interessano la nostra provincia: per noi dovrebbero essere ancora più sensibili. Perché in sanità più che la quantità serve soprattutto la qualità. Perciò, come sosteniamo da anni, in provincia bastano tre ospedali (Frosinone, Cassino e Sora) con Alatri, Anagni e Pontecorvo di... appoggio per eventuali sopravvenienze di accoglienza. Di fronte a quello che avvenne tra il 1997 ed il 2000, quando si ebbe il coraggio di non chiudere ma trasformare Arpino, Atina, Ceprano, Ferentino e Isola Liri, le riconversioni di oggi fanno sorridere considerato che allora furono chiuse strutture con 120 posti-letto. Quelle di oggi ne hanno appena 90 ed anche meno. Ed il tasso di occupazione è inferiore od uguale all'85 per cento. Perciò non hanno senso le proteste se non tengono conto della realtà. Auguriamoci, perciò, che siano fatte proposte serie e realizzabili. I malati non hanno certo bisogno di demagogia.
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13/09/2008