Cesari sottolinea poi le sensazioni che accompagnano la riapertura degli edifici scolastici: «Il ritorno sui banchi è sempre motivo di forti emozioni per i giovani che iniziano a salire la scala della vita sfogliando, giorno dopo giorno, i petali... della Storia». Il Prefetto si sofferma, nel prosieguo, sulla valenza degli studi: «Il percorso formativo deve portare a far assaporare ai nostri ragazzi il senso e il vero significato della cultura che, attraverso gli insegnamenti, deve servire non soltanto a ricordare questo o quel personaggio, questo o quell'accadimento, ma soprattutto ad educare l'animo perchè si possa essere sempre ricettivi ai messaggi dell'uomo, della natura, dell'infinito... La scuola - si legge ancora nella lettera indirizzata a Mandarelli - è proprio il luogo deputato all'edificazione di questi valori; essa, infatti, rappresenta quel laboratorio dove si apprendono atteggiamenti mentali e stili professionali, dove la cultura della legalità, della solidarietà, del rispetto, dell'accoglienza, deve far giustizia del sopruso e dell'arroganza, luogo in cui si educa il giovane a difendere ciò che è bello, ciò che è buono, ciò che è giusto». Il Prefetto si sbilancia in un auspicio: «Vorrei sperare che tanti giovani studenti possano recepire questi valori perché ad ognuno possa essere consentito di raggiungere la propria meta con consapevolezza di essere pronto a gustare fino in fondo il giuoco della vita, sapendo che la mente non è un contenitore da riempire ma un fuoco da accendere. Così forgiati - continua Cesari - i ragazzi potranno entrare a pieno titolo, in società e nella vita attiva del Paese con quel senso del sapere che li porterà, con umiltà, ad offrire la propria opera che sarà legata ai valori dell'uomo e non del potere. Di questi valori e di questi leaders, educati alla sapienza del cuore, se ne avverte, oggi in particolare, in cui il mondo sembra aver smarrito il lume della ragione, l'ineludibile bisogno».
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07/09/2008