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Ilaria Pietropaoli Il prefetto di Frosinone Piero Cesari, ...

Ilaria Pietropaoli
Il prefetto di Frosinone Piero Cesari, attraverso una lettera indirizzata al dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Mario Mandarelli, porge gli auguri di un sereno anno a tutti gli attori del mondo della scuola.
«Intendo farle pervenire un mio sentito e affettuoso saluto che vuole essere beneagurante verso tutti coloro che operano in un settore così delicato e fondamentale per la crescita dei nostri giovani che dovranno prepararsi per essere veri protagonisti del futuro del nostro Paese» esordisce il Prefetto.

Cesari sottolinea poi le sensazioni che accompagnano la riapertura degli edifici scolastici: «Il ritorno sui banchi è sempre motivo di forti emozioni per i giovani che iniziano a salire la scala della vita sfogliando, giorno dopo giorno, i petali... della Storia». Il Prefetto si sofferma, nel prosieguo, sulla valenza degli studi: «Il percorso formativo deve portare a far assaporare ai nostri ragazzi il senso e il vero significato della cultura che, attraverso gli insegnamenti, deve servire non soltanto a ricordare questo o quel personaggio, questo o quell'accadimento, ma soprattutto ad educare l'animo perchè si possa essere sempre ricettivi ai messaggi dell'uomo, della natura, dell'infinito... La scuola - si legge ancora nella lettera indirizzata a Mandarelli - è proprio il luogo deputato all'edificazione di questi valori; essa, infatti, rappresenta quel laboratorio dove si apprendono atteggiamenti mentali e stili professionali, dove la cultura della legalità, della solidarietà, del rispetto, dell'accoglienza, deve far giustizia del sopruso e dell'arroganza, luogo in cui si educa il giovane a difendere ciò che è bello, ciò che è buono, ciò che è giusto». Il Prefetto si sbilancia in un auspicio: «Vorrei sperare che tanti giovani studenti possano recepire questi valori perché ad ognuno possa essere consentito di raggiungere la propria meta con consapevolezza di essere pronto a gustare fino in fondo il giuoco della vita, sapendo che la mente non è un contenitore da riempire ma un fuoco da accendere. Così forgiati - continua Cesari - i ragazzi potranno entrare a pieno titolo, in società e nella vita attiva del Paese con quel senso del sapere che li porterà, con umiltà, ad offrire la propria opera che sarà legata ai valori dell'uomo e non del potere. Di questi valori e di questi leaders, educati alla sapienza del cuore, se ne avverte, oggi in particolare, in cui il mondo sembra aver smarrito il lume della ragione, l'ineludibile bisogno».

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07/09/2008










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