«Nonostante siano trascorsi i venti giorni stabiliti dalla legge, il Sindaco, in totale violazione delle norme vigenti, non ha ancora proceduto alla convocazione del Consiglio. Già in precedenza il Sindaco si è reso protagonista di violazioni del genere in quanto per ottenere la convocazione di un precedente Consiglio Comunale si è dovuto ricorrere più volte all'intervento di Sua Eccellenza e dopo circa otto mesi finalmente il Consiglio è stato convocato. Nonostante le formali rassicurazioni da parte del Sindaco in occasione dell'incontro in Prefettura con Sua Eccellenza alla presenza di alcuni dei sottoscritti Consiglieri e del Segretario Generale, Avv. Norcia, ove fu assicurato da parte dello stesso, su sollecitazione del Prefetto, una maggiore considerazione in ordine alle prerogative ed ai diritti dei Consiglieri di opposizione, il Sindaco non ha dato seguito a ciò. I sottoscritti Consiglieri Comunali, considerata la violazione della legge vigente da parte del Sindaco, anche in relazione agli articoli 141 e 142 del D. Lgs. 267/2000 i quali prevedono la possibilità dello scioglimento del Consiglio Comunale in caso di gravi e persistenti violazioni di legge da parte del Primo Cittadino, come ad avviso dei sottoscritti emerge nel caso di specie in riferimento anche ai precedenti in materia di cui si è reso protagonista il Sindaco, sono per l'ennesima volta costretti a rivolgere istanza alla S. V.
Ill.ma affinché ai sensi del combinato disposto dell'art.
39 del D. Lgs. 18/08/2000 n° 267 e dell'art. 29 del Regolamento di Consiglio Comunale provveda a diffidare il Sindaco - Presidente del Consiglio a convocare il Consiglio Comunale come stabilito dalla Legge».
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29/08/2008