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L'appuntamento con le elezioni provinciali della prossima ...

L'appuntamento con le elezioni provinciali della prossima primavera mette in moto le diplomazie politiche, ma non sempre il risultato è quello sperato. Ne sa qualcosa l'Udc, i cui segnali di pace verso il Pdl cadono nel vuoto. «Continuare a gettare fango sull'Udc non aiuta la ripresa del dialogo nel centrodestra» dichiara Francesco Trina (nella foto), dirigente provinciale del partito di Casini, in risposta alle dichiarazioni dell'esponente di Fi, Daniele Forestiero.

Trina è chiaro: «Senza l'Udc non si vince. Questa volta non intendiamo perdere. Abbiamo dimenticato l'esito degli ultimi appuntamenti elettorali provinciali? Una Caporetto per l'intero centrodestra. Annunziata, Turchetta e Fanelli li ha forse indicati l'Udc? Sbaglio o erano in quota a Fi e An? Se si vuole fare polemica è subito fatta, anche se non è nelle mie intenzioni. Pdl e Udc dovrebbero essere alleati naturali e non vedo perché si voglia a tutti i costi modificare la genetica politica del centrodestra, soprattutto dopo 14 anni di cammino comune nel Polo delle Libertà prima e nella Casa delle Libertà dopo. La stessa appartenenza al Ppe ne è la cartina tornasole». Un matrimonio, quello tra Pdl e Udc, che secondo Trina si può fare, anche se a suo avviso nel Pdl c'è chi rema contro. «Anche a livello nazionale - dice - non è un segreto che si voglia ristabilire una nuova collaborazione parlamentare e un'intesa per le amministrative di primavera. Possibile che a Frosinone questo segnale non sia ancora arrivato? Se, invece, la volontà dei maggiorenti provinciali del Pdl è di escluderci a priori, senza plausibili ragioni, pensando in tal modo di indebolire le posizioni dell'Udc, allora è un'altra storia. È evidente che la strategia del dividi et impera non potrà che avvantaggiare il centrosinistra. Di certo, come Udc non passeremo sotto le forche caudine. A quel punto saremo liberi di intraprendere scelte diverse». Quanto alla questione Asi, Trina conclude: «Fossi per Forestiero non mi preoccuperei di Michele Mele, democraticamente eletto dall'assemblea dei soci, ma di ripetere la stessa esperienza della presidenza dell'Asi anche a livello politico, dando un chiaro segnale di rinnovamento e di discontinuità anche all'amministrazione provinciale. Basta con le solite facce viste e riviste. Bisogna rinnovare».
F.R.

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27/08/2008










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