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Regione Finanziamento per potenziare il servizio su proposta della Coppotelli

Telemedicina per l'Alzheimer

Telemedicina e servizi domicliari per i malati di Alzheimer: la Regione punta su progetti innovativi di assistenza e sostegno.
L'applicazione delle tecnologie telematiche in campo sanitario, infatti, soddisfa il fabbisogno sempre crescente di effettuare controlli a distanza delle condizioni fisiche del paziente, consentendo di far viaggiare le informazioni e i dati tecnici, anziché le persone.


Una risorsa, specialmente quando il servizio deve arrivare nei piccoli comuni e a pazienti anziani. Al fine di potenziare i servizi di assistenza domiciliare alle persone affette dal morbo di Alzheimer e dare sostegno alle famiglie, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle zone periferiche del Lazio, la Giunta regionale del Lazio ha stanziato 1.200.000 euro per progetti innovativi di sostegno a domicilio, per i malati e i loro congiunti.
La delibera, approvata nell'ultima giunta pre estiva su proposta dell'assessore alle Politiche Sociali del Lazio, Anna Salome Coppotelli, prevede nello specifico il finanziamento di tre progetti (cui sono destinati 400.000 euro ciascuno) destinati rispettivamente alle province di Frosinone, Latina e Roma e presentati dalle associazioni "Atama", "Casa Aima onlus" e "Auser Lazio".
«I progetti esaminati sono risultati tutti e tre molto validi - ha spiegato l'assessore Coppotelli - e si basano su una comune strategia: portare l'assistenza ai malati di Alzheimer e alle famiglie direttamente nelle loro abitazioni. Ma gli elementi innovativi di questi progetti includono anche l'attivazione di centri diurni di sollievo e l'utilizzo di servizi di telemedicina. Gli interventi - ha aggiunto l'assessore - riguardano larga parte del territorio regionale perché coprono le province di Roma, Latina e Frosinone».
Si tratta di zone in cui si trovano molti piccoli comuni abitati in prevalenza da anziani che hanno spesso difficoltà a ricevere un'adeguata assistenza, specie a domicilio.
«Sono infatti soprattutto i piccoli centri ad avere bisogno di prestazioni assistenziali domiciliari per malattie di questo tipo - ha concluso l'assessore Coppotelli - che con l'innalzamento dell'età media, sono in progressiva espansione».
F.R.

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23/08/2008










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