Ma cosa sono le zone franche urbane? Introdotte dalla Finanziaria 2007 e modificate da quella del 2008, tali zone hanno l'obiettivo dichiarato di contrastare fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l'integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da fenomeni di esclusione sociale.
Esse sono individuate seguendo indici prestabiliti, che sono: il tasso di occupazione, di disoccupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione; inoltre, dal punto di vista demografico, indispensabile è il parametro di 7 mila 500 abitanti, mentre la dimensione demografica minima del Comune che si propone non deve essere inferiore ai 25 mila residenti. Fra le agevolazioni previste: l'esenzione dalle imposte sui redditi, dall'Irap e dall'Ici e dal versamento dei contributi da lavoro dipendente per i primi 5 anni, benefici riservati alle piccole e alle microimprese. La discussione sulle zone franche era stata sollevata dal consigliere d'opposizione Gizzi (Pd), che ha lamentato la stesura di un progetto a suo dire manchevole: "Non abbiamo ignorato alcuna particolare esigenza del territorio - replica Tagliaferri - né il progetto è stato redatto in modo arbitrario. Nel pieno rispetto delle direttive ministeriali, in fase di studio, sono state prese in considerazione tutte le zone censuarie del territorio comunale (comprese quelle di Fiura, Collelavena, Fontana Scurano, Intignano e Gaudo) e, dopo un attento e approfondito lavoro degli uffici amministrativi, sono stati elaborati studi per individuare la zona più confacente».
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22/08/2008