Ma anche lui deve avere perduto la calma dopo la nomina di Cerroni ad assessore provinciale. La chiusura delle sue considerazioni sulla situazione politica è fulminante: «Stante la perdurante cecità politica di alcuni dirigenti del Pd, non è difficile prevedere che i socialisti ciociari, per legittima difesa, saranno constretti a valutare altre alleanze per la prossime consultazioni elettorali, non escludendo la possibilità di riconsiderare il proprio ruolo al Comune Capoluogo, in special modo qualora anche dalla Regione dovessero arrivare segnali negativi». Girolami, infatti, chiama in causa Marrazzo («Noi socialisti di Frosinone aspettiamo di vedere quello che farà il presidente della Regione»), dopo che i dirigenti locali del Pd hanno contraddetto il documento sottoscritto a febbraio 2008 da tutti partiti «finalizzato al rilancio dell'unità del centro-sinistra nella nostra provincia, anche mediante il rientro del Prc nella giunta di Piazza Gramsci». Girolami accusa: Scalia e il Pd «hanno di fatto stracciato questo accordo decidendo unilateralmente, senza nemmeno una riunione di maggioranza, la nomina di un esponente Pd nell'assessorato già assegnato al Prc». «Tale assurda e miope decisione - sbotta ancora - ha provocato le sacrosante proteste del Ps, di altri alleati e, addirittura, di alcuni importanti esponenti dello stesso Pd, tutti preoccupati di salvaguardare l'unità della coalizione in vista delle elezioni provinciali». Il segretario rinfaccia a Scalia anche «l'aiuto» chiesto al centro-destra e desume: «Veltroni ha distrutto il centro-sinistra nazionale; Scalia, adottando la filosofia "dopo di me il diluvio", sta distruggendo quello provinciale». Perciò il Ps frusinate si chiede cosa farà adesso Marrazzo. Il proverbio dice: non c'è due senza tre. Verrà confermato?
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01/08/2008