Fa uno strano effetto vedere l'osteria De Matthaeis dove oggi sorge il grattacielo, oppure la stazione ferroviaria nei primi anni del secolo scorso, Madonna della Neve, la fontana e il vecchio trenino dove adesso c'è la chiesa di Sant'Antonio, o il campo sportivo, lo storico albergo «Bellavista», i piloni e via Garibaldi.
«L'idea di un libro fotografico incentrato sulla "memoria storica" di Frosinone - ha scritto l'autore - è venuta alla luce diversi anni fa, quando ho avuto l'opportunità di avere a disposizione e duplicare alcuni archivi di cartoline storiche con lo scopo di realizzare una serie di audiovisivi in grado di diffondere nelle scuole l'evoluzione della città negli anni. Mi auguro che il lavoro possa essere apprezzato per quello che è il suo fine ultimo: contribuire a far aumentare l'affetto che si prova per questi luoghi in ognuno dei lettori che sia nato, che viva o semplicemente abbia qualche sua attività nella nostra città».
La macchina fotografica di Spaziani, insomma, è riuscita a raccontare cento anni di storia. Ma anche di tante piccole storie personali di una Frosinone che non c'è più ma che oggi è ancora più difficile cancellare.
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30/07/2008