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Alatri

All'ombra dell'Acropoli scoppia la guerra dei decibel

Pietro Antonucci
ALATRI Espressioni artistiche oppure frastuono insopportabile? È il solito dilemma che si ripropone all'ombra dell'Acropoli ogni estate, quando scoppia la guerra dei decibel. Da una parte, ecco le manifestazioni musicali a rallegrare, fino alle 24 circa, le caldi serate estive; dall'altra, torna a montare la protesta di quanti vorrebbero, invece, notti più quiete.

Certo, niente a che vedere con la movida spagnola o le serate romane, ma la polemica alatrense è salita di tono negli ultimi giorni, con il centralino dei Vigili Urbani che è stato "assalito" da molte telefonate con l'esplicita richiesta di far abbassare il livello della musica lungo le strade del centro storico. Il culmine è stato toccato alcuni giorni fa, quando si sono svolte più iniziative in concomitanza: c'era musica in Piazza Santa Maria Maggiore, nel parcheggio multipiano di Via Circonvallazione e anche nella zona di Chiappitto, nei pressi dell'ospedale. Risultato: tante persone si sono lamentate chiedendo di porre uno stop. Dal Comune, però, hanno fatto sapere che tutto è in regola: manifestazioni autorizzate e livelli di rumore rispettati. Ma le proteste non si sono arrese, sono proseguite fino al punto da scoraggiare anche un privato che, in questo spezzone d'estate, aveva allestito diverse serate musicali. «Sono stanco di questa situazione - ha detto al nostro giornale - Più di qualcuno vuole forse che Alatri si trasformi in una città dormitorio, senza iniziative». Un esito che nessuno si augura: una città attiva vale in estate qualche decibel in più.

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20/07/2008










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