«Se il garante idrico regionale risulta un dipendente Acea - affermano Trina, Zaccheddu, Piacentini e Gagliardi - che e che quindi in tal modo viene lesa l'imparzialità dell'organismo deputato al controllo dei vari Ato, perché si continua a far finta di niente? Insomma, il controllore e il controllato sono la stessa cosa: allora, chi controlla la gestione di Acea se la stessa Acea risulta il datore di lavoro del garante idrico regionale? Perché la Regione Lazio non interviene? È evidente - prosegue la nota - che in tal caso non risultano assicurate ne l'autonomia e tanto meno l'indipendenza dell'organismo deputato a valutare la qualità dei servizi erogati e la giusta applicazione delle tariffe all'interno dei vari Ato. Insomma, chiediamo trasparenza e il rispetto della legge regionale in materia. Così non si può continuare ad andare avanti. Sono troppe le contestazioni mosse nei confronti del gestore idrico. A giudicare l'operato di Acea deve esserci un organismo terzo, libero ed indipendente. La situazione del garante idrico regionale non ha precedenti in nessuna parte d'Italia: uno scandalo che grida vendetta». Trina, Zaccheddu, Piacentini e Gagliardi concludono con un doppio interrogativo: «A questo punto, - dicono - Magistratura e Guardia di Finanza cosa aspettano ad intervenire? Ancora: siamo sicuri che le tariffe dell'acqua applicate dall'Acea Ato 5 in provincia di Frosinone, a nostro avviso sproporzionate rispetto all'insufficiente servizio erogato e al mancato rispetto della convenzione, siano corrette e giudicate allo stesso modo, con imparzialità, dal garante idrico regionale? Ma se controllato e controllore sono la stessa cosa..»
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20/07/2008