L'elezione di Stefano Mastracco in luogo di Patrizio Maggi ha innescato l'ennesima diatriba e a nulla sono valse le rassicurazioni di Paolo Santoro sulla fedeltà al governo locale. «Nessuno impedisce al consigliere Santoro di condividere le decisioni di questa maggioranza e di votarle in consiglio comunale - dichiara il capogruppo del PdL, Giorgio Pongelli -. Tuttavia, il comportamento che ha tenuto durante l'ultimo consiglio comunale, costituisce un atto politicamente non tollerabile teso a minare la stabilità della maggioranza. Un comportamento non accettato dai consiglieri del PdL che ormai considerano il movimento di Santoro non più facente parte della coalizione».
Quanto detto, precisa Pongelli, rappresenta l'unanime pensiero di tutta la coalizione, la quale vorrebbe che fosse tolto l'incarico all'assessore Danila Fontana, legata al movimento civico di Santoro, ma il primo cittadino - come detto - è impegnato a ricomporre un quadro che al momento è deteriorato, evitando nuovi strappi ed un altro mini-rimpasto.
Critiche all'atteggiamento della maggioranza vengono infine dall'UdC, che sostiene: se Santoro va mandato via perché ha tradito la fiducia del PdL, perché non si adotta lo stesso metodo con Mastracco? Replica ancora Pongelli: «Per quanto riguarda Mastracco, la sua posizione non può essere assimilata a quella di Santoro: il primo, con estrema franchezza e pur compiendo un gesto opinabile, aveva avanzato la sua candidatura alla presidenza del consiglio, con gli altri consiglieri che però avevano tutti, e dico tutti, confermato che il candidato del PdL sarebbe stato Maggi, anche se qualcuno all'ultimo momento ha cambiato idea».
Vai alla homepage
17/07/2008