«Si tratta di un'altra mia vittoria morale - ha dichiarato l'esponente "alleanzino" - e ringrazio la Confedilizia per aver esposto il problema e per aver difeso la proprietà privata. I giudici del Tar del Lazio hanno adottato una decisione saggia ed hanno annullato un provvedimento perverso, che avrebbe ridotto il Catasto ad un centro di affari privato con il passaggio delle competenze alle amministrazioni comunali, creando nuovi centri di potere, con l'inevitabile aumento delle tasse. Chi avrebbe infatti finanziato questi ulteriori baracconi formati da pool di tecnici asserviti ai nuovi padroni? Naturalmente i Comuni, che necessariamente avrebbero reperito i fondi attraverso nuove imposizioni tributarie. Il Catasto è un ufficio che deve rimanere fuori dal controllo politico e privo di qualsiasi ingerenza. Il collegamento informatico tra il Catasto ed i Comuni rappresenta senza dubbio la soluzione ideale per evitare sprechi finanziari destinati a coprire le voragini che inevitabilmente si sarebbero aperte con la creazione di nuovi carrozzoni, utili esclusivamente per soddisfare interessi meramente clientelari. D'altra parte, è opportuno ricordare che lo smembramento di questo importante ufficio è un regalo del precedente governo di centro-sinistra di Prodi, Visco e Benvenuto ed è uno dei tanti motivi per cui hanno perso le elezioni. Tutto ciò dovrà essere di insegnamento per il centro-destra, che non deve commettere gli stessi errori conservando leggi concepite dalla sinistra per perseguitare e tartassare i cittadini. Adesso, non resta che sperare nella effettiva chiusura di altri carrozzoni inutili, come le Comunità Montane».
Die.Man.
Vai alla homepage
15/07/2008