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Forum In trasmissione le lamentele e i disagi dei pendolari

Trasporto pubblico, un incubo senza fine

Un problema che sembra non trovare una soluzione. Da anni si continua a parlare dei disagi dei pendolari che ogni giorno si trovano ammassati in convogli che a volte diventano vere e proprie gabbie senza uscita, prive di aria condizionata, con scarsa igiene e, dunque, utenti che si trovano costretti a viaggiare come animali.

E da secoli non si fa che parlare di quanto sarebbe meglio il trasporto su rotaia anzichè su gomma. Insomma, siamo il bel paese delle chiacchiere. Di proposte ce ne sono tante, di buone intenzioni anche ma di fatto non si riesce a trovare una soluzione a quello che ormai è un vero e proprio dramma: viaggiare. Che sia per vacanza ma soprattutto per lavoro, i cittadini prima di salire su un treno, in particolare, su quelli regionali o locali, dovrebbero fare un corso di sopravvivenza.
Abbiamo affrontato l'argomento nella trasmissione «Time», in diretta su Radio Day ogni lunedì, mercoledì e venerdì mattina, insieme a Giovanni Nardone, presidente della Federconsumatori, ad Augusto Pigliacelli, segretario regionale Udc e a Sergio Veroli, responsabile nazionale della Federconsumatori per le politiche del trasporto.
«Secondo un'indagine effettuata dal Censis - esordisce Nardone - fatta dal 2001 al 2007, i pendolari sono passati da nove milioni e mezzo a 13 milioni, ma solo un milione e 800 mila persone riescono a prendere il treno. Una situazione, quella in cui versano le ferrovie, davvero drammatica. Mancano i fondi per gli investimenti sulle nuove carrozze, per le infrastrutture e per i nuovi contratti di servizio per i pendolari. Rimangono inoltre incerte le prospettive del servizio universale, cioè delle tratte ferroviarie non remunerate dal mercato. In questo caso o vengono stanziati fondi sufficienti, o aumentano le tariffe o si tagliano i treni o le ferrovie finiscono come Alitalia».
«Le aree urane si allargano - conferma Veroli - e con loro il numero dei pendolari. Il vero problema è quello dello sviluppo di questi servizi che, a quanto pare, non rivestono una priorità; se non si riusciranno a trovare i fondi necessari sarà inevitabile che Trenitalia toglierà altre tratte creando, così, uleriori disagi. Stiamo elaborando - conclude Veroli - una sorta di libro nero dei pendolari in cui evidenziare anche le responsabilità di Trenitalia e del Governo». Che la tratta Roma-Cassino non finisca i questo libro nero? Che sia un percorso «infernale» lo conferma anche Augusto Pigliacelli che si è detto pronto a «scendere in piazza»: «Vorrei portare avanti una battaglia anche eclatante per poter migliorare questa tratta. È increscioso che nel 2008, i cittadini siano costretti a viaggiare in condizioni disumane. Sono pronto e a disposizioni per cercare di ridare dignità a chi ogni giorno lotta per arrivare al lavoro in tempo, a causa dei mille ritardi dei treni e delle loro condizioni pessime». E allora quale la soluzione? «La nostra - sostiene Nardone - va nella direzione della mobilità sostenibile che si può raggiungere quando lo sviluppo riesce a garantire la qualità della vita e che è necesasariamente legata all'equilibrio di alcuni fattori: mezzi di trasporto efficienti ed ecocompatibili; un investimento di tipo culturale, nel senso di una maggiore consapevolezza nei confronti dell'ambiente; infrastrutture più adeguate (per esempio con le rotatorie sono diminuiti gli incidenti stradali)».
Ma.Col.

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15/07/2008










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