Nel 2007, infatti, il giorno ufficiale dell'apertura dei saldi estivi è stato il 14 luglio, data decretata dall'assessore regionale alla piccola e media impresa, Francesco De Angelis.
L'apertura anticipata alla prima setimana di luglio è stata rimandata all'estate 2008 perchè la legge che garante la partenza anticipata non era stata ancora approvata.
Anticipando i saldi si inducono i consumatori a comprare l'abbigliamento invenale quando ancora fa freddo, e quello per l'estate quando si può ancora fare il bagno.
Ma i saldi estivi sono una grande occasione da non perdere o nascondono in realtà vere e proprie fregature? Nel 2007 si sono rivelati un vero flop e sembra prospettarsi la stessa disdetta anche quest'anno. Perchè? Innanzitutto la crisi economica in cui da anni ormai i lavoratori frusinati ristagnano impedisce folli spese anche a metà prezzo: con l'euro i prezzi merce sono saliti vertiginosamente e acquistare con lo sconto non è sempre possibile per tutte le tasche.
In secondo luogo, spesso le persone diffidano a comprare pezzi in saldo perchè si rivelano essere grandi «bufale». Proponiamo allora alcune raccomandazioni per non sbagliare e non incappare in delusioni.
In primo luogo ogni capo deve avere esposto nel talloncino il prezzo pieno, la percentuale di sconto ed il prezzo scontato; il consumatore ha, inoltre, ditritto di provare i capi. Bisognerebbe conservare lo scontrino sempre, perchè il negoziante è obbligato a sostituire l'articlo difettoso, e ricordare che i commercianti sono obbligati ad acettare il pagamento con carte di credito anche durante i saldi. Ultimo avviso: attenzione ai saldi superiori al 50%, potrebbero nascondere fregature.
Ad esempio si può trovare merce dell'anno precedente. Anche Confcommercio propone i suoi appunti per evitare inutili contestazioni durante i saldi estivi: cosa più importante è, in caso di sostituzione di un capo danneggiato, denunciare il difetto del capo entro due mesi.
Intanto da alcuni sondaggi è risultato che il 36,59% dei soggetti non usufruirà del periodo dei saldi per fare acquisti. Infatti, il 7,32% è completamente disinteressato, mentre il 29,27% ha dichiarato che i prezzi sono comunque alti per le proprie tasche. Quindi, non è più una supposizione. La realtà ci porta a dire che una grossa percentuale della popolazione non è più in grado di sostenere il costo della vita.
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04/07/2008