L'accusa per i tre è di tentata concussione, falso materiale e ideologico.
Secondo l'accusa i tre abusando della loro qualità avrebbero chiesto danaro ad un cittadino di Pontecorvo, L.L, per il rilascio di una concessione edilizia. Domani mattina i magistrati della Corte d'appello di Roma, che esplicano le funzioni di Riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, si dovranno pronunciare sul caso 'Roscia bis' alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che, ribaltando l'ordinanza del 3 agosto 2007, con la quale il Riesame rispedì il primo cittadino di Pontecorvo in libertà, ha accolto le istanze della Procura di Cassino, del procuratore capo dottor Izzo del sostituto dottoressa Canaia. I legali del sindaco Riccardo Roscia, Ivan Caserta e Renato Borzone, hanno approntato un nuovo schema di difesa, ricostruzioni e glosse giudiziarie che mirano alla discolpa del loro assistito.
La decisione del Riesame, tuttavia, rimane una questione procedurale che peserà in maniera del tutto evidente sull'Udienza preliminare fissa per il 17 luglio prossimo, allorquando i tre indagati eccellenti della cittadina fluviale si presenteranno davanti al Giudice dell'Udienza Preliminare, dottor Lanna.
In base ai fascicoli, alle testimonianze e alle altre fonti di prova dovrà decidere se rinviare a giudizio il sindaco, il segretario comunale e il responsabile Sue oppure disporre la sentenza di non luogo a procedere che formalmente e sostanzialmente equivale ad un'assoluzione piena. Un concatenarsi di eventi che sfoceranno nella decisione del Gup.
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26/06/2008