Seri problemi di sicurezza delle pendici che sovrastano
il suo sviluppo tortuoso, non suggeriscono di perderci
danaro e tempo. I quasi otto chilometri che costeggiano il
corso del Melfa sono tappezzati da divieti per i pericoli
reali di caduta massi; in altri punti del tracciato la
scarpata è stata usata come discarica; in altri gli antichi
parapetti in blocchi diminuiscono in altezza o perché
rotolati nel greto del Melfa o perché trafugati. Comunque
sia l'antica strada borbonica non merita di essere
abbandonata al suo destino: oltre a essere l'unico sbocco
viario occidentale della Valcomino rappresenta un esempio
di architettura stradale borbonica: i cartelli di divieto
di transito suonano come una sconfitta per le risorse
turistiche e ambientali della Valle.
M.D.L.
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27/05/2008