Queste alcune delle
ombre, insieme alle tante luci, tratteggiate nelle linee di
tendenza dell'economia della nostra provincia nel
medio-lungo periodo da parte dell'Istituto «G. Tagliacarne»
e presentate alla Camera di commercio durante la «VI
Giornata dell'Economia». L'Osservatorio economico dell'ente
camerale parla, in questo senso, di «trasformazione
selettiva» del nostro scenario: «L'insieme delle risultanze
empiriche, tra squilibri e punti di forza ha avuto
risultati complessivamente positivi sulla formazione e
sull'incremento della ricchezza all'interno della
provincia, contribuendo in maniera sostanziale
all'incremento del Pil pro-capite». In termini percentuali,
dato 100 il valore della media nazionale, la provincia è
passata dall'85,2 del 2003 all'89 dell'anno scorso. Quindi
in quattro anni il Pil è cresciuto del 3,8 per cento.
«Straordinario» viene definito l'incremento nel 2007,
attestatosi sul + 4,2% di molto superiore alle medie
regionale (+2,6) e nazionale (+2,7). Tutto bene, dunque?
Neanche per sogno. «A fronte di tali risultati - ha detto
il prof. Giuseppe Capuano, responsabile dell'area studi e
ricerche dell'istituto - permangono ancora difficoltà di
inserimento nel mercato del lavoro, in particolare per i
giovani e le donne, categorie ancora penalizzate
nell'accesso all'occupazione». Un miglioramento che
comunque non ha comportato aumento dei consumi. Anzi,
diminuiscono e contemporaneamente le famiglie ciociare
s'indebitano di più. Anche con il credito al consumo,
esploso del 75,3% nel periodo 2000-2006, con un forte
incremento dal 2004. È stato detto, per concludere, che il
nostro tessuto economico si sta riposizionando. Sarà un
andare avanti o all'indietro? Una posizione molto
difficile: auguriamoci di superare il guado. Ci vuole
perciò un maggiore impegno da tutti.
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26/05/2008