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Scenario Secondo le linee di tendenza della situazione nel medio e lungo periodo delineate dall'Istituto Tagliacarne e dall'Osservatorio della Cciaa, il tessuto produttivo sta cambiando

La provincia in mezzo al guado

Luca Sergio
Terziarizzazione, filiere distrettuali, grande industria, evoluzione tessuto imprenditoriale, elevato grado di apertura internazionale del manifatturiero, importanza relativa del turismo, rischiosità del credito, infrastrutture di trasporto da migliorare in termini qualitativi e gap rispetto alla media nazionale delle infrastrutture sociali.

Queste alcune delle ombre, insieme alle tante luci, tratteggiate nelle linee di tendenza dell'economia della nostra provincia nel medio-lungo periodo da parte dell'Istituto «G. Tagliacarne» e presentate alla Camera di commercio durante la «VI Giornata dell'Economia». L'Osservatorio economico dell'ente camerale parla, in questo senso, di «trasformazione selettiva» del nostro scenario: «L'insieme delle risultanze empiriche, tra squilibri e punti di forza ha avuto risultati complessivamente positivi sulla formazione e sull'incremento della ricchezza all'interno della provincia, contribuendo in maniera sostanziale all'incremento del Pil pro-capite». In termini percentuali, dato 100 il valore della media nazionale, la provincia è passata dall'85,2 del 2003 all'89 dell'anno scorso. Quindi in quattro anni il Pil è cresciuto del 3,8 per cento. «Straordinario» viene definito l'incremento nel 2007, attestatosi sul + 4,2% di molto superiore alle medie regionale (+2,6) e nazionale (+2,7). Tutto bene, dunque? Neanche per sogno. «A fronte di tali risultati - ha detto il prof. Giuseppe Capuano, responsabile dell'area studi e ricerche dell'istituto - permangono ancora difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, in particolare per i giovani e le donne, categorie ancora penalizzate nell'accesso all'occupazione». Un miglioramento che comunque non ha comportato aumento dei consumi. Anzi, diminuiscono e contemporaneamente le famiglie ciociare s'indebitano di più. Anche con il credito al consumo, esploso del 75,3% nel periodo 2000-2006, con un forte incremento dal 2004. È stato detto, per concludere, che il nostro tessuto economico si sta riposizionando. Sarà un andare avanti o all'indietro? Una posizione molto difficile: auguriamoci di superare il guado. Ci vuole perciò un maggiore impegno da tutti.

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26/05/2008










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