L'intendimento
categorico è frutto di una netta presa di posizione dei
capigruppo consiliari all'esito della relazione di indagine
della commissione consiliare speciale relativa al servizio
idrico integrato che ha svolto un lavoro articolato in sei
punti sulla gestione dell'acqua nel capoluogo. Un'indagine
che dipinge un quadro non proprio edificante dello stato
dell'arte tanto che nelle conclusioni i capigruppo che
hanno firmato la relazione (Fulvio De Santis per An,
Antonio Galassi per la Lista Marini, Mauro Vicano per il
Pd, Gianfranco Pizzutelli per FI, Fabio Tagliaferri per il
gruppo misto, Francesco Raffa per La Sinistra, Franco
Celani per il Ps, Andrea Turriziani per la Dca, Carlo
gagliardi per l'Udc e Maurizio Ciotoli per la Lista Tucci),
oltre ad avere impegnato il sindaco Marini a esperire
l'eventualità di risolvere il rapporto con Acea, impegna il
primo cittadino a contestare formalmente, presso gli organi
competenti nei modi e termini previsti, tutti gli
inadempimenti contrattuali riportati nella relazione
d'indagine unitamente ad altri successivamente rilevati e
ad intraprendere tutte le iniziative possibili a tutela dei
diritti e degli interessi dei cittadini. La relazione, che
verrà illustrata mercoledì in consiglio comunale, è un vero
proprio «cahiers de doléance» ed ha preso in considerazione
sei aspetti del rapporto con il gestore del servizio
idrico: lo stato dei lavori effettuati dalla società Acea
Ato5 sul territorio comunale; la congruità delle tariffe
applicate rispetto ai servizi offerti; la corretta
applicazione del capitolato d'appalto; la qualità del
servizio erogato; lo stato strutturale della rete idrica;
le eventuali indempienze riscontrate da parte del gestore.
L'incipit della relazione è da brividi. Nelle
considerazioni preliminari, infatti, la commissione «reputa
doveroso formalizzare» e rendere edotto il consiglio
comunale delle «notevoli difficoltà incontrate nel
reperimento della documentazione riguardante l'oggetto
dell'indagine ed esprime, al contempo, forte ed esplicito
disappunto circa il comportamento omissivo, irriguardoso e
irrispettoso posto in essere dai dirigenti, nelle figure
apicali, della società di gestione Acea Ato5 che, sebbene
formalmente e reiteratamente invitati a collaborare con
codesta commissione, hanno deciso di rendersi indisponibili
a qualsiasi forma collaborativa finanche nella formale
richiesta di audizione, strumento in potere e facoltà della
commissione ed utilizzato» con due missive protocollate.
L'unico a presentarsi, dice la commissione, è stato il 3
dicembre 2007 un ex dipendente del comune addetto al
servizio idrico e oggi in forza alla società di gestione
dell'acqua. Dopo la prima tirata d'orecchi, comunque, il
documento passa in rassegna i sei punti presi in esame,
partendo dallo stato dei lavori effettuati dalla società
Acea Ato5 sull territorio del comune di Frosinone. Per
quanto concerne il capoluogo, infatti, «era espressamente
previsto un piano di interventi distinto in tre diverse
fasi temporali, rispettivamente differenziate in una prima
fase da ricomprendersi nei primi sei anni; in una seconda
fase, da ricomprendersi nei secondi dieci anni e in una
terza fase dei successivi quattordici anni. L'importo
complessivo delle tre diverse fasi era stabilito in 54
milioni con la seguente suddivisione: 7.934.000 euro da
destinarsi alla rete idrica e 7.498.000 euro per fognatura
e depurazione nella prima fase; 11.870.000 euro per la rete
idrica e 9.812.000 euro per fognatura e depurazione nella
seconda fase; 7.109.000 euro per la rete idrica e
10.299.000 euro per fognature e depurazione nella terza
fase». orbene, la commissione ha rilevato che «l'importo
totale degli interventi» aggiornati alla seduta del 14
gennaio 2008 dell'organismo consiliare «effettuati a
Frosinone ammontavano a 400.000 euro, importo ben al di
sotto, se ufficialmente accertato, della maggiore somma
prevista. A corroborare, comunque la veridictà del dato
ufficioso vi è l'ulteriore fatto, noto alla Sto, che
dell'importo globale del piano di investimenti, pari a
63.593.403,81, sia stata effettivamente investita,
sull'intera zona d'ambito, la sola decima parte. Appare,
dunque, possibile, alla luce dei dati e ragionamenti
esposti, esprimere formale disappunto circa l'inerzia
dimostrata dal gestore sugli investimenti previsti in
questi primi quattro anni sul periodo temporale di sei».
Note molto dolenti emergono anche dall'analisi della
congruità delle tariffe applicate e della qualità del
servizio. «Si reputa doveroso - dice la commissione -
opportuno ed oltremodo serioso esporre preliminarmente le
molteplici difficoltà, alcune delle quali non ancora
chiarite, che si sono incontrate per la ricostruzione dello
schema di calcolo delle tariffe realmente applicate agli
utenti del comune di Frosinone. Si auspicava un confronto
diretto e costruttivo con il gestore che, proprio su tale
tematica, sarebbe risultata importante se non addirittura
determinante. Le problematiche in cui ci si è imbattuti
riguardano addirittura l'individuazione della fonte
convenzionale-normativa di riferimento onde ancorare i
parametri necessari relativi all'esatto clacolo delle
tariffe applicate; esatto calcolo da confrontare
successivamente con quello effettuato dala società, così
come riportato nelle fatture spedite agli utenti. Ed
infatti i provvedimenti di riferimento posti all'esame
della presente commissione e quelli messi a disposizione
sono vari e contradditori nel loro contenuto». Sul tenore
delle tariffe, il cui aumento è stato autorizzato dal
presidente della Provincia Scalia come presidente
dell'autorità d'ambito con effetto retroattivo per il 2004
(per i soli ed eventuali conguagli) e per il 2005, la
commissione ha rilevato che nel bando di gara era prevista
«la possibilità di adeguamento della tariffa in relazione
ad eventuali finanziamenti pubblici concessi per interventi
e/o investimenti in relazione alla diminuita incidenza
delle spese previste per tali interventi. Si evidenzia che
la facoltà menzionata era di pertinenza Aato, che, avuta
comunicazione dell'erogazione di finanziamenti pubblici,
doveva comunicare ed espressamente richiedere al gestore,
Acea Ato5, l'aggiornmento in diminuzione della tariffa. Ad
oggi non si hanno notizie in merito alla suddetta facoltà»
per cui alla commissione appare che la «fatturazione
risulti essere di ben altra portata con incrementi di gran
lunga superiori». Considerazioni amare che portano la
commissionea a dire che la «tariffa del servizio idrico non
risulta essere congrua in relazione al servizio reso» a
fronte anche delle numerose interruzioni dell'acqua patite
in molte zone della città nel 2007 e 2008. Senza poi
parlare dell'applicazione del «previsto comsumo minimo» in
violazione di una deliberazione del Cipe così come di non
facile lettura, secondo la commissione, le fatturazioni di
consumo forfettario. Numerose le lagnanze che hanno
riguardato anche lo stato strutturale della rete idrica e
le eventuali indempienze contrattuali. Ora non resta che
aspettare le risposte della politica, risposte molto attese
da cittadinza e utenti.
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26/05/2008