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Pietro Pagliarella La parola d'ordine è una sola: verifcare ...

Pietro Pagliarella
La parola d'ordine è una sola: verifcare la possibilità di rescindere il contratto-convenzione con il gestore del servizio idrico, alias Acea Ato5. Si arricchisce di un nuovo capitolo la tormentata vicenda acqua a Frosinone.

L'intendimento categorico è frutto di una netta presa di posizione dei capigruppo consiliari all'esito della relazione di indagine della commissione consiliare speciale relativa al servizio idrico integrato che ha svolto un lavoro articolato in sei punti sulla gestione dell'acqua nel capoluogo. Un'indagine che dipinge un quadro non proprio edificante dello stato dell'arte tanto che nelle conclusioni i capigruppo che hanno firmato la relazione (Fulvio De Santis per An, Antonio Galassi per la Lista Marini, Mauro Vicano per il Pd, Gianfranco Pizzutelli per FI, Fabio Tagliaferri per il gruppo misto, Francesco Raffa per La Sinistra, Franco Celani per il Ps, Andrea Turriziani per la Dca, Carlo gagliardi per l'Udc e Maurizio Ciotoli per la Lista Tucci), oltre ad avere impegnato il sindaco Marini a esperire l'eventualità di risolvere il rapporto con Acea, impegna il primo cittadino a contestare formalmente, presso gli organi competenti nei modi e termini previsti, tutti gli inadempimenti contrattuali riportati nella relazione d'indagine unitamente ad altri successivamente rilevati e ad intraprendere tutte le iniziative possibili a tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini. La relazione, che verrà illustrata mercoledì in consiglio comunale, è un vero proprio «cahiers de doléance» ed ha preso in considerazione sei aspetti del rapporto con il gestore del servizio idrico: lo stato dei lavori effettuati dalla società Acea Ato5 sul territorio comunale; la congruità delle tariffe applicate rispetto ai servizi offerti; la corretta applicazione del capitolato d'appalto; la qualità del servizio erogato; lo stato strutturale della rete idrica; le eventuali indempienze riscontrate da parte del gestore. L'incipit della relazione è da brividi. Nelle considerazioni preliminari, infatti, la commissione «reputa doveroso formalizzare» e rendere edotto il consiglio comunale delle «notevoli difficoltà incontrate nel reperimento della documentazione riguardante l'oggetto dell'indagine ed esprime, al contempo, forte ed esplicito disappunto circa il comportamento omissivo, irriguardoso e irrispettoso posto in essere dai dirigenti, nelle figure apicali, della società di gestione Acea Ato5 che, sebbene formalmente e reiteratamente invitati a collaborare con codesta commissione, hanno deciso di rendersi indisponibili a qualsiasi forma collaborativa finanche nella formale richiesta di audizione, strumento in potere e facoltà della commissione ed utilizzato» con due missive protocollate. L'unico a presentarsi, dice la commissione, è stato il 3 dicembre 2007 un ex dipendente del comune addetto al servizio idrico e oggi in forza alla società di gestione dell'acqua. Dopo la prima tirata d'orecchi, comunque, il documento passa in rassegna i sei punti presi in esame, partendo dallo stato dei lavori effettuati dalla società Acea Ato5 sull territorio del comune di Frosinone. Per quanto concerne il capoluogo, infatti, «era espressamente previsto un piano di interventi distinto in tre diverse fasi temporali, rispettivamente differenziate in una prima fase da ricomprendersi nei primi sei anni; in una seconda fase, da ricomprendersi nei secondi dieci anni e in una terza fase dei successivi quattordici anni. L'importo complessivo delle tre diverse fasi era stabilito in 54 milioni con la seguente suddivisione: 7.934.000 euro da destinarsi alla rete idrica e 7.498.000 euro per fognatura e depurazione nella prima fase; 11.870.000 euro per la rete idrica e 9.812.000 euro per fognatura e depurazione nella seconda fase; 7.109.000 euro per la rete idrica e 10.299.000 euro per fognature e depurazione nella terza fase». orbene, la commissione ha rilevato che «l'importo totale degli interventi» aggiornati alla seduta del 14 gennaio 2008 dell'organismo consiliare «effettuati a Frosinone ammontavano a 400.000 euro, importo ben al di sotto, se ufficialmente accertato, della maggiore somma prevista. A corroborare, comunque la veridictà del dato ufficioso vi è l'ulteriore fatto, noto alla Sto, che dell'importo globale del piano di investimenti, pari a 63.593.403,81, sia stata effettivamente investita, sull'intera zona d'ambito, la sola decima parte. Appare, dunque, possibile, alla luce dei dati e ragionamenti esposti, esprimere formale disappunto circa l'inerzia dimostrata dal gestore sugli investimenti previsti in questi primi quattro anni sul periodo temporale di sei». Note molto dolenti emergono anche dall'analisi della congruità delle tariffe applicate e della qualità del servizio. «Si reputa doveroso - dice la commissione - opportuno ed oltremodo serioso esporre preliminarmente le molteplici difficoltà, alcune delle quali non ancora chiarite, che si sono incontrate per la ricostruzione dello schema di calcolo delle tariffe realmente applicate agli utenti del comune di Frosinone. Si auspicava un confronto diretto e costruttivo con il gestore che, proprio su tale tematica, sarebbe risultata importante se non addirittura determinante. Le problematiche in cui ci si è imbattuti riguardano addirittura l'individuazione della fonte convenzionale-normativa di riferimento onde ancorare i parametri necessari relativi all'esatto clacolo delle tariffe applicate; esatto calcolo da confrontare successivamente con quello effettuato dala società, così come riportato nelle fatture spedite agli utenti. Ed infatti i provvedimenti di riferimento posti all'esame della presente commissione e quelli messi a disposizione sono vari e contradditori nel loro contenuto». Sul tenore delle tariffe, il cui aumento è stato autorizzato dal presidente della Provincia Scalia come presidente dell'autorità d'ambito con effetto retroattivo per il 2004 (per i soli ed eventuali conguagli) e per il 2005, la commissione ha rilevato che nel bando di gara era prevista «la possibilità di adeguamento della tariffa in relazione ad eventuali finanziamenti pubblici concessi per interventi e/o investimenti in relazione alla diminuita incidenza delle spese previste per tali interventi. Si evidenzia che la facoltà menzionata era di pertinenza Aato, che, avuta comunicazione dell'erogazione di finanziamenti pubblici, doveva comunicare ed espressamente richiedere al gestore, Acea Ato5, l'aggiornmento in diminuzione della tariffa. Ad oggi non si hanno notizie in merito alla suddetta facoltà» per cui alla commissione appare che la «fatturazione risulti essere di ben altra portata con incrementi di gran lunga superiori». Considerazioni amare che portano la commissionea a dire che la «tariffa del servizio idrico non risulta essere congrua in relazione al servizio reso» a fronte anche delle numerose interruzioni dell'acqua patite in molte zone della città nel 2007 e 2008. Senza poi parlare dell'applicazione del «previsto comsumo minimo» in violazione di una deliberazione del Cipe così come di non facile lettura, secondo la commissione, le fatturazioni di consumo forfettario. Numerose le lagnanze che hanno riguardato anche lo stato strutturale della rete idrica e le eventuali indempienze contrattuali. Ora non resta che aspettare le risposte della politica, risposte molto attese da cittadinza e utenti.

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26/05/2008










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