«L'impressione è che si tenti ad ogni costo di
sostenere la presenza fisica dell'ospedale più come simbolo
che come concreta esigenza di curare». Un'osservazione che
dovrebbero tenere presente quei sindaci e quei politici che
conoscono solo una parola demagogica (potenziamento) in un
periodo in cui le non molte risorse disponibili non vanno
disperse in mille rivoli. «A cosa serve avere ospedali non
in grado di assistere adeguatamente le persone e non nelle
migliori condizioni di erogare servizi di eccellenza? È
così vera questa considerazione che molti cittadini
scelgono di farsi curare fuori, vengono penalizzati da
lunghissime liste d'attesa e talvolta da servizi
inadeguati. Lo stesso dicasi per i pronto soccorso che
possono essere razionalizzati con l'utilizzo di ambulanze
medicalizzate come primo intervento per poi passare a cure
in unità altamente qualificate. È preferibile una
distribuzione intelligente delle specialità nel territorio
piuttosto che ospedali che servono a simboleggiare una
falsa assistenza». Concetti da sottoscrivere con due mani
questi di Maceroni. «Mi chiedo qual è la posizione della
Conferenza locale della Sanità, composta da tutti i sindaci
e che è deputata ad esprimere il parere sull'assetto
sanitario. Non intendiamo fare processi a nessuno ma
vogliamo solo tutelare il diritto alla salute. Proponiamo
perciò una conferenza provinciale per individuare una
proposta in grado di avere il consenso di tutti
contrastando la logica campanilistica». Una proposta da
attuare subito al fine di superare posizioni demagogiche e
perciò penalizzanti per i malati. In particolare quelli
senza mezzi per curarsi fuori
provincia.
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25/05/2008