La
sanità nella provincia di Frosinone necessita di una
gestione attenta, capace di recepire e tradurre nei fatti
le linee di programmazione dettate a livello regionale.
Voglio ricordare - prosegue la Ciaraldi - e porre
all'attenzione della dirigenza Asl la situazione dei
presidi ospedalieri di Cassino e di Pontecorvo, che
soffrono ancora della sindrome dell'ospedale fotocopia. Le
nostre indicazioni sono quelle di considerare le due
strutture come un unico polo ospedaliero, e di
diversificare le funzioni espletate all'interno dell'uno e
dell'altro».
La Ciaraldi, dunque, invita a non erogare
ovunque prestazioni di basso livello bensì riorganizzare
territorialmente i punti di erogazione dei servizi tendendo
alla massima qualità dell'assistenza. «Da questo principio
- conclude la Ciaraldi - deriva che il presidio di Cassino,
già dotato di un efficiente servizio di rianimazione, va
adibito alle prestazioni ospedaliere connesse
all'emergenza, assicurate da tutte le branche
specialistiche chirurgiche. Il presidio di Pontecorvo va
invece destinato a reparti come la Medicina e la Geriatria.
Vanno distinte, poi, le due questioni connesse ai reparti
cassinati di ortopedia e di urologia. Il potenziamento
dell'ortopedia è già stato oggetto di confronto con il
manager Zotti. Si tratta di un reparto che non può patire
interruzioni nel suo funzionamento, in quanto destinato a
far fronte a prestazioni imprevedibili e non programmabili
nel tempo. L'ospedale di Anagni, invece, non corre rischi
di chiusura o di depotenziamento».
V.
K.
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23/05/2008