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Ceprano

Rifiuti, i cittadini pagano per la differenziata che non c'è

Ezio Nalli
CEPRANO Prima della fine del mese si riunirà il consiglio comunale per l'approvazione del più importante atto amministrativo-contabile, il bilancio. Tra i capitoli ci sarà quello riguardante la Tarsu, la tariffa sui rifiuti solidi urbani, che da quattro anni è stata aumentata (era sindaco Giuseppe Bernardi) del 30% per consentire la raccolta differenziata.

Per tale motivo è stata fatta una convenzione con una ditta che ha avuto in appalto la gestione per la differenziata.
Ma a Ceprano, nonostante le «campane» e gli altri contenitori per dividere i rifiuti, la differenziata non è stata mai effettuata, mentre i cittadini hanno continuato e continuano a pagare il supplemento sulla gabella. Si dice che in questi ultimi tempi l'amministrazione di Renato Russo abbia rescisso il contratto per la differenziata, per cui ci si aspetta che la Tarsu venga ridotta del 30% e ciò si potrà verificare nella seduta del prossimo consiglio. Sarebbe cosa buona e giusta farlo, da parte dell'amministrazione, che tempo fa è stata messa sotto accusa per aver portato dallo 0,2 allo 0,8 per cento l'addizionale Irpef per far quadrare i conti. Non si può far continuare a pagare un servizio che non viene reso ai cittadini i quali, vedendo giornalmente le strade, le piazze, i vicoli trascurati e cassonetti, campane e contenitori vari stracolmi, sono poco soddisfatti per la pulizia e il decoro dell'intera città. Per cui il solo fatto di far pagare per un servizio che non c'è li indispettisce. Quindi, il consiglio comunale prenda atto della situazione, tolga il 30% in più che si paga per la differenziata e sproni i responsabili a migliorare il servizio.

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22/05/2008










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