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AtinaPreoccupazione in comune per le modifiche al gettito

La mannaia dell'Ici sulle casse

ATINA Ancora commenti all'esito del consiglio comunale di venerdì sera, quando sono state approvati prelievi tributari per cercare di ripianare le casse comunali. Il neo assessore al bilancio, Fortunato Di Paolo (continua per questo una tradizione di famiglia), ha illustrato le misure che presto verranno adottate: aumento dell'Ici e dell'Irpef (più 60 per cento).

«Ma staremo attenti alle prossime decisioni del governo Berlusconi che potranno portarci a intervenire di nuovo sull'argomento». Infatti, se il consiglio dei ministri di oggi deciderà l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, le entrate comunali di Atina perderanno una quota non indifferente e bisognerà prelevare su altre voci al momento non indicate.
Del resto il ricorso all'aiuto del denaro dei cittadini con prelievo su tasse, tributi e imposte è la strada che preferiva la passata amministrazione Cerri (rinnovatasi per buona parte nell'attuale di Lancia). Nel maggio 2005 un carnet di venti buoni pasto passò a 45 euro (2,2 euro a pasto) il più caro della Valcomino, nonostante il comune versi un sostanzioso contributo alla cooperativa che gestisce la mensa; nello stesso anno, ma in agosto, la Tarsu fu aumentata del 30 per cento. «L'amministrazione ha fatto oltretutto uno sforzo ulteriore nel mantenere invariato il costo dei buoni pasto» si leggeva in un comunicato alla vigilia della riunione consiliare: proposito encomiabile, ma visto il precedente di tre anni fa, era dovuto se non si voleva apparire accaniti salassatori.
M.D.L.

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21/05/2008










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