«Ma staremo
attenti alle prossime decisioni del governo Berlusconi che
potranno portarci a intervenire di nuovo sull'argomento».
Infatti, se il consiglio dei ministri di oggi deciderà
l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, le entrate comunali
di Atina perderanno una quota non indifferente e bisognerà
prelevare su altre voci al momento non indicate.
Del
resto il ricorso all'aiuto del denaro dei cittadini con
prelievo su tasse, tributi e imposte è la strada che
preferiva la passata amministrazione Cerri (rinnovatasi per
buona parte nell'attuale di Lancia). Nel maggio 2005 un
carnet di venti buoni pasto passò a 45 euro (2,2 euro a
pasto) il più caro della Valcomino, nonostante il comune
versi un sostanzioso contributo alla cooperativa che
gestisce la mensa; nello stesso anno, ma in agosto, la
Tarsu fu aumentata del 30 per cento. «L'amministrazione ha
fatto oltretutto uno sforzo ulteriore nel mantenere
invariato il costo dei buoni pasto» si leggeva in un
comunicato alla vigilia della riunione consiliare:
proposito encomiabile, ma visto il precedente di tre anni
fa, era dovuto se non si voleva apparire accaniti
salassatori.
M.D.L.
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21/05/2008