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Frosinone

Un'approfondita analisi alla Cciaa durante la riuscita «6ª Giornata dell'economia»

Addio alle imprese isolate, l'industria ha scoperto la rete

Luca Sergio
Il sistema economico frusinate cambia pelle. In termini tecnici vuol dire che al momento oscilla tra evoluzione del modello di sviluppo e riposizionamento competitivo. Insomma, si trova a metà del guado: è uscita da quella che in fondo era un'anomalia tutta provinciale, vale a dire un'economia a-ciclica, e si sta avvicinando sempre di più alla natura ciclica di quella nazionale.

Quale sarà lo sbocco finale? Esso dipenderà da molti fattori (non ultime l'efficacia e la tempestività delle decisioni politiche), ma il prof. Giuseppe Capuano, responsabile dell'area studi e ricerche dell'Istituto G. Tagliacarne, pur con tutte le cautele del caso, si è mostrato molto ottimista. Anche perché c'è un dato assai importante ed assolutamente nuovo per il territorio: le aziende della provincia hanno scoperto l'importanza della rete per cui aumentano le imprese che agiscono insieme formando così una «middle class». Queste e tante cose molto interessanti sono state dette, ieri mattina alla Camera di commercio, durante la VI edizione della Giornata dell'economia, alla quale è intervenuto - con numerosi studenti delle superiori - il prefetto Piero Cesari che, da ciociaro entusiasta legato alla sua terra, ha avuto parole di incoraggiamento a fare meglio per tutti. Un'edizione interessante questa sesta che ha offerto l'occasione per fare un'analisi approfondita sullo scenario economico frusinate grazie ai contributi del presidente, Mario Papetti, del prof. Capuano e del dott. Cortese dell'Istituto Tagliacarne, del direttore generale dell'ente camerale Mario Popolla, del responsabile dell'Ufficio studi Giuseppe Masetti e di Dario Fiore. Il tessuto produttivo, è stato detto più volte, presenta luci ed ombre. Queste ultime sono rappresentate dalla rischiosità del credito, dalle infrastrutture ancora carenti, da difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro da parte dei giovani, dall'indebitamento delle famiglie e dai bassi consumi. Tra le note positive il ruolo svolto dai distretti, dalle filiere, dal manufatturiero (40 euro per ogni 100), l'integrazione tra i diversi settori.

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21/05/2008










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