Dunque trascendenza, libertà e responsabilità: questi i tre
postulati sui quali si regge la dottrina sociale della
Chiesa come li ha tratteggiati il prof. Emilio Iaboni,
presidente della sezione di Frosinone e provinciale
dell'Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid) nel
recente riuscito seminario di introduzione alla dottrina
sociale della Chiesa, riservato ai giovani dell'Ucid Lazio
ed organizzato nella sala «Granaretto» dell'Abbazia di
Casamari dai giovani della sezione di Frosinone dottori
Marco Cannella e Pierluigi D'Antona. È stato il presidente
Iaboni, che presiedeva i lavori, a interloquire di tanto in
tanto sui qualificati interventi dei relatori, a
sottolineare i princìpi posti alla base dei Progetti
Giovani dell'Ucid, vale a dire «La valorizzazione in senso
cristiano per il bene comune dell'enorme capacità
imprenditoriale, ai giovani Ucidini del nostro paese; il
ruolo fondamentale dell'imprenditore come vero artefice
dello sviluppo; la centralità dell'uomo fatto ad immagine e
somiglianza di Dio e la sua intelligenza è un riflesso
dell'onniscienza divina per rispondere ai bisogni umani in
spirito di solidarietà». Dopo i saluti del presidente
Iaboni e dell'abate preside dell'Abbazia, D. Silvestro
Buttarazzi, ha preso la parola il dott. Andrea Gumina
presentando esaurientemente gli obiettivi del seminario.
Poi la parola è passata a Don Domenico Santangelo, che ha
affrontato, nella prima sessione, il tema del binomio fede
ed agire quotidiano e, nella seconda sessione, ha
sviluppato una serie di riflessioni sulla dottrina sociale
della Chiesa cattolica. «Nonostante il progresso
scientifico e tecnico - ha tra l'altro rimarcato il
relatore - le disuguaglianze e la violazione della dignità
della vita sono particolarmente vive e pesano su milioni di
persone. Per dare risposte autentiche a queste urgenze,
crediamo necessaria la verità del Vangelo, che è messaggio
di liberazione integrale dell'uomo, in grado di superare i
suoi limiti materiali e la sua apparente solitudine.
L'uomo, infatti, trova la sua piena realizzazione nel
Cristo che, facendosi uomo, trasforma anche la storia».
«Apparteniamo a una realtà associativa laicale - ha
concluso Don Domenico - che ha una vocazione e una
specificità propria all'interno della Chiesa e della
società italiana e internazionale. Siamo molte membra ma
insieme formiamo un "unico corpo". Con la nostra
specificità vogliamo condividere un cammino di
responsabilità educativa e sociale per offrire il nostro
contributo a servizio della promozione integrale e solidale
dell'uomo».
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19/05/2008