Uno
sport, questo, che cerca di scacciare tutti i suoi dèmoni
in maniera determinata ed una volta per tutte lottando e
continuando a lottare ancor più decisamente con i propri
mali, quegli stessi mali che ne hanno fatto traballare
persino le fondamenta. La giornata si preannuncia di festa,
visto anche il giorno prefestivo che darà così la
possibilità ai tanti curiosi, sportivi, appassionati,
giovani e meno giovani, di attendere con ansia il passaggio
dei propri beniamini lungo le strade. Numerose saranno le
città ciociare toccate dalla Carovana, per tante una
conferma, per alcune una novità assoluta. Su tutte spicca
il nome di Morolo, che con la sua ascesa al temibile «Muro»
porterà i ciclisti ad affrontare uno strappetto, breve ma
molto duro, che vanta pendenze di vette dolomitiche
memorabili che hanno fatto la storia di questo sport. Gli
appassionati ricorderanno il grido del telecronista Rai
Adriano De Zan in diretta televisiva durante i vari
passaggi della Tirreno-Adriatico.
Non è una novità che
il Giro transiti per le strade ciociare, mete che negli
ultimi anni sono tornate in primo piano, dopo un digiuno
durato tanti, troppi anni. Lo scorso anno il traguardo
volante a Ceprano ed il passaggio ad Anagni, nel 2005 era
stata la volta di Ripi, Torrice e l'arrivo a Frosinone in
via Tiburtina, mentre l'anno precedente era stata l'ottava
tappa a partire proprio dal capoluogo, con il via dato del
Presidente Francesco Scalia dalla Villa Comunale. Un Giro
d'Italia ricco di protagonisti. Tutti i migliori atleti
quest'anno lo hanno preferito al Tour de France. Ci sono i
tre vincitori delle grandi corse a tappe (non accadeva da
ben diciassette anni): Denis Menchov (Vuelta), Alberto
Contador (Tour) e Danilo Di Luca (Giro); c'è Paolo Bettini
(oro olimpico e campione del mondo), ci sono ben nove
campioni nazionali. E' inutile fare pronostici su chi la
spunterà, la corsa color Gazzetta insegna, da quasi cento
anni, che bisogna andare ai bordi delle strade poiché a
volte le azioni più belle sono proprio quelle degli ìattori
non protagonisti". Non resta dunque che attendere il
passaggio dei propri beniamini sulle due ruote, in uno
sport dove non serve comprare il biglietto, e soprattutto
dove ancora si può ammirare una famiglia intera, il nonno
con il nipotino che salutano i corridori al loro passaggio,
dove non esistono squadre da tifare ma solamente uno sport
da amare, non esistono tifoserie contro altre, ma tutto si
traduce in una grande giornata di festa. Tuffiamoci
nell'invidiabile atmosfera della corsa ciclistica più
famosa del nostro Paese. Tutti pronti. Passa il Giro!
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16/05/2008