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Il risvolto

assessori: la proposta di formisano

«Nel rapporto sindaco-assessore o presidente di Provincia-assessore, se da una parte è necessario un forte vincolo fiduciario, è pure vero che una volta che tale vincolo viene meno la delega può essere revocata». Parte dall'art. 64 del Testo unico sull'ordinamento degli enti locali (D.

leg.vo 267/2000), l'on. Anna Teresa Formisano per spiegare le motivazioni della sua proposta di legge per modificarlo totalmente.
Leggiamo ancora le finalità del cambiamento: «Questa evenienza (la revoca, ndr), molto probabile come l'esperienza di questi anni dimostra, nel caso del consigliere eletto, dimessosi all'atto della nomina ad assessore, ne determina la sua uscita dalla scena politico-istituzionale. Oltre, quindi, a un problema legato alla volontà espressa dagli elettori che ne avevano sostenuto l'elezione e che quindi viene disattesa, vi è un problema umano connesso alla frustrazione personale di chi, dopo avere condotto una battaglia politica a volte anche dura, viene di punto in bianco espulso dalla vita politica stessa. Per non parlare dei sottili equilibri politici della giunta o del consiglio che spesso hanno determinato l'ingovernabilità degli enti stessi». La soluzione escogitata dalla esponente dell'Udc è la seguente: Nel caso in cui un consigliere comunale o provinciale assuma la responsabilità assessorile, resta sospeso dalla carica per tutta la durata dell'incarico. Egli verrà sostituito temporaneamente dal primo dei non eletti, ma riprenderà la funzione di consigliere appena sia cessato da assessore.

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15/05/2008










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