I poveri oggi, sono quelli
della «porta accanto». Quelli che, sempre più spesso, per
pudore non fanno trapelare la loro condizione di bisognosi.
Siamo andati, proprio per questo, a far visita al «Centro
Pastorale San Luca» Ramo onlus della Diocesi di Sora,
Aquino e Pontecorvo, ubicato all' ingresso della città di
Sora. A tale livello è presente il dottor Valerio Febei,
come procuratore e coordinatore di tutti i servizi e delle
nuove progettualità. «Sono poche le Diocesi con il Ramo
onlus - ci spiega don Antonio Lecce, responsabile diocesano
della Caritas- perchè ordinariamente si preferisce far
sorgere cooperative o altri organismi come la
confraternite. Del resto il principio dal quale si parte è
molto semplice. La Caritas non deve gestire in proprio le
opere ma deve far sorgere organizzazioni e strutture con lo
scopo di poter realizzare le attività insieme ad altri
soggetti. Essa rimane il perno fondamentale intorno al
quale gira l' organizzazione caritativa tranne, però, la
gestione. È bene precisare che il soggetto principale
rimane la Comunità Ecclesiale Diocesana espressa al massimo
livello». Le aree di servizio sono diverse per una Chiesa
costantemente in servizio. Oltre a tale istituzione, con la
quale collaborano i Centri di Ascolto dislocati nelle sei
zone circoscrizionali e la Conferenza di San Vincenzo de
Paoli, svolge la propria attività il Centro Servizi per la
Famiglia, in aggiunta la sede della commissione per la
pastorale familiare che offre una serie di consulenze per i
nuclei in difficoltà.
Collegato ad esso una casa di
accoglienza per ragazze madri, a difesa della maternità e
contro la violenza. Non ultimo il centro «Goel» (termine
ebraico che significa il riscattatore) che opera in forma
di prevenzione per la lotta contro l' usura. Una fondazione
voluta dalle quattro circoscrizioni vescovili della nostra
provincia. Tiene, comunque, sempre banco l' aiuto
alimentare e di vestiario, una forma di «pronto soccorso»
per i bisogni di carattere primario che nell' attuale
situazione rischia di diventare permanente. Presso il
centro confluiscono quei soggetti che i normali canali
parrocchiali, i centri di ascolto, non riescono a
soddisfare. In continuo aumento le richieste di lavoro da
parte di soggetti extracomunitari, soprattutto per svolgere
l'attività di badanti. «In molti ci chiedono anche l'
inserimento nel mondo del lavoro - chiosa don Antonio - e
per questo li guidiamo verso le strutture preposte. Ad
esempio il servizio di Pastorale Giovanile Diocesano,
ospitato presso il nostro centro offre un servizio di
informazione ed orientamento su queste specifiche
problematiche».
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12/05/2008