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SoraSono persone finite sotto la soglia di indigenza per disoccupazione cronica o perché vittime di usura

In drammatica crescita l'esercito dei nuovi poveri

Mario Petrosino
SORA La sede è tutta nuova con colori chiari alle pareti. La scorsa settimana, ad esempio, ben dodici persone sono passate per quei locali con le richieste di aiuto più variegate. La povertà arriva e ritorna. Arriva con le nuove forme di indigenza legate a fenomeni di usura o di cronica mancanza di lavoro e ritorna, sempre più spesso, con i profili da ricerca di beni per bisogni primari che si pensava in via di esaurimento fisiologico.

I poveri oggi, sono quelli della «porta accanto». Quelli che, sempre più spesso, per pudore non fanno trapelare la loro condizione di bisognosi. Siamo andati, proprio per questo, a far visita al «Centro Pastorale San Luca» Ramo onlus della Diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo, ubicato all' ingresso della città di Sora. A tale livello è presente il dottor Valerio Febei, come procuratore e coordinatore di tutti i servizi e delle nuove progettualità. «Sono poche le Diocesi con il Ramo onlus - ci spiega don Antonio Lecce, responsabile diocesano della Caritas- perchè ordinariamente si preferisce far sorgere cooperative o altri organismi come la confraternite. Del resto il principio dal quale si parte è molto semplice. La Caritas non deve gestire in proprio le opere ma deve far sorgere organizzazioni e strutture con lo scopo di poter realizzare le attività insieme ad altri soggetti. Essa rimane il perno fondamentale intorno al quale gira l' organizzazione caritativa tranne, però, la gestione. È bene precisare che il soggetto principale rimane la Comunità Ecclesiale Diocesana espressa al massimo livello». Le aree di servizio sono diverse per una Chiesa costantemente in servizio. Oltre a tale istituzione, con la quale collaborano i Centri di Ascolto dislocati nelle sei zone circoscrizionali e la Conferenza di San Vincenzo de Paoli, svolge la propria attività il Centro Servizi per la Famiglia, in aggiunta la sede della commissione per la pastorale familiare che offre una serie di consulenze per i nuclei in difficoltà.
Collegato ad esso una casa di accoglienza per ragazze madri, a difesa della maternità e contro la violenza. Non ultimo il centro «Goel» (termine ebraico che significa il riscattatore) che opera in forma di prevenzione per la lotta contro l' usura. Una fondazione voluta dalle quattro circoscrizioni vescovili della nostra provincia. Tiene, comunque, sempre banco l' aiuto alimentare e di vestiario, una forma di «pronto soccorso» per i bisogni di carattere primario che nell' attuale situazione rischia di diventare permanente. Presso il centro confluiscono quei soggetti che i normali canali parrocchiali, i centri di ascolto, non riescono a soddisfare. In continuo aumento le richieste di lavoro da parte di soggetti extracomunitari, soprattutto per svolgere l'attività di badanti. «In molti ci chiedono anche l' inserimento nel mondo del lavoro - chiosa don Antonio - e per questo li guidiamo verso le strutture preposte. Ad esempio il servizio di Pastorale Giovanile Diocesano, ospitato presso il nostro centro offre un servizio di informazione ed orientamento su queste specifiche problematiche».

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12/05/2008










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