Un gesto che in un
primo momento poteva essere interpretato come uno sfregio,
ma che, secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli
inquirenti che stanno indagando sull'episodio, e che sulle
indagiin sull'accaduto mantengono uno stretto riserbo, ci
sarebbero elementi che inducono gli investigatori a credere
ad un rapimento mancato. La madre della bambina, infatti,
nella stanza della piccola ha rinvenuto una coperta che
invece era ben riposta in un armadio della stanza del
fratello situata in un'altra ala della casa. E poi perché
sporcare il viso della bambina con del materiale di colore
nero?. Come se qualcuno tagliandole i capelli e sporcandole
il visetto avesse voluto camuffarla. Una pista questa
ancora in fase di verifica. Di certo è che la piccola ha
subito uno choc terribile. A Fontechiari, paese dove
risiede insieme alla famiglia, intanto è psicosi. Gli
abitanti, soprattutto quelli che risiedono nelle zone di
periferia, hanno paura e parlano di ormai troppe incursioni
notturne da parte di ladri. «Quello che è accaduto a mia
figlia - spiega la madre - non deve piu accadere. È salva,
sta bene ma se penso che avrebbe potuto vedere il peggio mi
sento morire». Spaventati dal comprensibile clamore i
genitori della bambina di Fontechiari vittima di una
aggressione l'altra notte da parte di una banda di ladri si
sono blindati in casa. In paese però l'episodio avvenuto,
anche se non con le stesse modalità, non è isolato. A
raccontare quello vissuto in prima persona l'altro ieri
notte, quindi quella precedente all'aggressione della
bambina, è la signora Angela S. che insieme alla figlia
Elisa di 17 anni hanno loro malgrado dovuto subire
l'affronto di una aggressione in casa. «Non so dire se
anche noi siamo state narcotizzate, - spiega Angela -
quello che so per certo è che quando ci siamo svegliate
ieri mattina avevamo un forte mal di testa e la nostra casa
era a soqquadro. Ormai nessuno più dorme a Fontechiari, la
nottata la passiamo nascosti dietro le finestre o dietro le
siepi con i fucili in mano. Ditemi se questa e' vita.
Occorre che si prendano provvedimenti seri e rigidi».
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12/05/2008