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Frosinone

Piano paesistico Molte proteste a livello dei comuni della provincia che temono un blocco pericoloso di tutte le attività di tipo economico e sociale. Previste reazioni anche dagli imprenditorii

Programmazione fatta a tavolino

Luca Sergio
Troppi vincoli sul nostro territorio, troppi ostacoli allo sviluppo sociale ed economico della provincia. Il Piano territoriale paesistico regionale sta provocando una serie di reazioni negative non soltanto a livello politico-amministrativo, in particolare dal centrodestra che ha sollevato per primo il problema prima delle elezioni con una mobilitazione dei suoi amministratori, ma anche negli ambienti economici, nell'associazionismo imprenditoriale si sta diffondendo una grande preoccupazione.

Tant'è che per oggi è stata anticipata una decisa presa di posizione della Federlazio. «Ho preso visione del Ptpr adottato dalla giunta regionale e pubblicato il 14 febbraio - esordisce Domenico Vitale, presidente del circolo di Alleanza nazionale di Isola Liri, che si è occupato tecnicamente del problema - e anche se siamo di fronte ad uno strumento urbanistico alquanto complesso, si può dire che questo Piano sarà la pietra tombale del nostro territorio». Architetto, come mai questo catastrofismo? «Non è la mia esagerazione in quanto è incredibile come una cinquantina di tecnici, professori universitari e "grandi soloni" dell'urbanistica regionale, sicuramente lautamente pagati, tra di essi nessun rappresentante della nostra provincia, abbiano messo in piedi uno strumento urbanistico contorto, di difficile se non impossibile lettura, farraginoso e molto pericoloso per l'intera nostra economia, e in particolare di Isola Liri, Sora e dei paesi vicini». Perché? «Ancora una volta ha trionfato una pseudo concezione ambientalista che vuole fermare lo sviluppo dei nostri territori impedendo il loro evolversi, l'ammodernamento e l'espansione. L'ambiente è importante, ma è importante anche l'uomo che deve vivere l'ambiente e, se l'uomo deve vivere nell'ambiente, ha bisogno di modificarlo, sicuramente con ragionevolezza e con tutte le cautele del caso ma gli deve essere data la possibilità di modificarlo. C'è un vizio d'origine in questo Piano, rappresentato dalla sinistra radicale e dai verdi, ostinatamente preordinato a sbarrare la strada a qualsiasi attività, anche quella qualititativamente migliore, ad esempio, nell'edilizia».

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05/05/2008










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