A puntare il dito cinque
esponenti del Pd: Lucio Farletti, Achille Roscia,
Alessandro Gerardi, Sandro Del Signore e Mauro Centofante.
«Le recenti dichiarazioni a mezzo stampa dei cinque
iscritti dimostrano che, purtroppo, nel gruppo dirigente
del partito nonostante ci sia stata la svolta del leader
Veltroni ancora albergano posizioni arcaiche. Detto ciò -
spiega Carnevale - non posso che ribadire quanto detto
durante il coordinamento in cui è stato approvato un
documento politico abbastanza chiaro e che intendo
sostenere e rendere effettivo: l'azione amministrativa la
concorderò con il gruppo di riferimento.
L'incidente
di percorso avvenuto allorquando mancava un documento
vincolante per me si è chiuso il 23 aprile. Mi chiedo,
però, perché qualcuno ancora cerca di destabilizzare il
partito anziché guardare in avanti? Perché le cose dette a
mezzo stampa non sono state riferite al coordinamento?
Perché i firmatari del comunicato, capeggiati e caldeggiato
da Danella, hanno abbandonato la riunione? La realtà è che
qualcuno al nostro interno vuole imitare il "dividi e
impera", al fine di destabilizzare il Pd per trarne
vantaggio politico.
Non sarò io il mezzo di questa
strategia: svolgerò il mio ruolo con determinazione e senso
di partito. Tant'è che non intendo entrare in polemica
frontale con i firmatari della nota stampa». Il presidente
del Pd, Fernando Carnevale, mette in campo «il senso di
responsabilità». Poi aggiunge.
«Mentre noi ci
dividiamo con scaramucce interne gli altri partiti si
organizzano in vista delle tornate elettorali.
Da
questo momento in poi ogni mia azione sulla stampa sarà
propositiva, volta alla crescita del Pd». Presto Carnevale
formerà il gruppo Pd in consiglio.
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29/04/2008