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Occupazione Grazie agli incentivi del ministero del lavoro, stabilizzate in provincia 193 persone. Ma tante amministrazioni non ne hanno approfittato

Lsu, troppi comuni «distratti»

Pietro Antonucci
Lsu nei comuni con meno di 5.000 abitanti: i nuovi posti di lavoro sono 193.
Sono i numeri ufficiali emersi a conclusione della procedura per accedere ai fondi previsti dalla Legge Finanziaria 2007 per l'assunzione di lsu negli enti locali.

Un iter lungo quasi un anno, che ha evidenziato, da una parte, l'interesse e il coraggio di alcuni comuni nel ristabilire la dignità verso i propri cittadini, dall'altra, la disattenzione (voluta o meno) di altri centri, che non hanno avanzato alcuna richiesta oppure l'hanno fatto per un numero troppo basso rispetto agli lsu in forza. La palma dell'eccellenza va a Supino, Atina, Campoli Appennino, Villa Santo Stefano, Coreno Ausonio, Falvaterra, Gallinaro, Morolo, Picinisco, Piglio, Pofi, San Biagio Saracinisco, Serrone, Villa Santa Lucia, Filettino, Trevi nel Lazio, Fontana Liri, Giuliano di Roma, Vicalvi e Viticuso che hanno rotto i ponti con la precarietà storica e potranno accedere ai finanziamenti per l'assunzione di tutti gli operatori. Significativa la scelta di un piccolo centro come Picinisco, che si è fatto «prestare» i due lsu in servizio nella XIV Comunità Montana «Valle del Comino» di Atina pur di trovare loro una collocazione definitiva.
Supino ha stabilizzato 29 Lpu, Pofi 18, Falvaterra 12, Morolo 17, Gallinaro 10. Gli altri: San Giovanni Incarico 13 Lpu su 24; S. Donato Valcomino 7 su 9, Guarcino 3 su 4, Vallerotonda 4 su 5, ma probabilmente per i rimanenti sono pronte altre soluzioni.
Di contro, numerosi centri hanno completamente disatteso questa importante opportunità: Sant'Andrea sul Garigliano (16 Lpu), Arnara (17), Sgurgola (18), Torre Cajetani (19), Posta Fibreno (20), Fontechiari (43) e Pastena (49) non hanno presentato neanche una domanda. Treno perso anche per Casalvieri, San Giorgio a Liri, Belmonte, Santopadre, Settefrati, Patrica, Vallemaio, Vico nel Lazio e Villa Latina: sia che le disposizioni non fossero note (poco credibile), sia che ci sia stata una precisa volontà (censurabile), tale non-scelta penalizza e mortifica quei lavoratori che da dodici anni spesso sostituiscono l'organico mancante negli enti comunali. Una decisione incomprensibile specie laddove ci sono pochi, pochissimi lsu in servizio. Altre situazioni particolari: il Comune di Vallecorsa ha indicato direttamente i nomi degli lsu che vuole assumere, mentre Castelliri ha imposto un periodo di prova per i tre lavoratori che saranno assunti.
E per tutti coloro che restano nel corpo degli lsu? Semplice: si continua come se nulla fosse, di proroga in proroga, in uno status di precarietà permanente, in una condizione di lavoratori di serie B, con uno stipendio di circa 500 euro al mese. Una condizione che vale per loro come per i «colleghi» impiegati nei comuni con più di 5mila abitanti.

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27/04/2008










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