Un iter lungo quasi un anno, che ha evidenziato, da una
parte, l'interesse e il coraggio di alcuni comuni nel
ristabilire la dignità verso i propri cittadini,
dall'altra, la disattenzione (voluta o meno) di altri
centri, che non hanno avanzato alcuna richiesta oppure
l'hanno fatto per un numero troppo basso rispetto agli lsu
in forza. La palma dell'eccellenza va a Supino, Atina,
Campoli Appennino, Villa Santo Stefano, Coreno Ausonio,
Falvaterra, Gallinaro, Morolo, Picinisco, Piglio, Pofi, San
Biagio Saracinisco, Serrone, Villa Santa Lucia, Filettino,
Trevi nel Lazio, Fontana Liri, Giuliano di Roma, Vicalvi e
Viticuso che hanno rotto i ponti con la precarietà storica
e potranno accedere ai finanziamenti per l'assunzione di
tutti gli operatori. Significativa la scelta di un piccolo
centro come Picinisco, che si è fatto «prestare» i due lsu
in servizio nella XIV Comunità Montana «Valle del Comino»
di Atina pur di trovare loro una collocazione definitiva.
Supino ha stabilizzato 29 Lpu, Pofi 18, Falvaterra 12,
Morolo 17, Gallinaro 10. Gli altri: San Giovanni Incarico
13 Lpu su 24; S. Donato Valcomino 7 su 9, Guarcino 3 su 4,
Vallerotonda 4 su 5, ma probabilmente per i rimanenti sono
pronte altre soluzioni.
Di contro, numerosi centri
hanno completamente disatteso questa importante
opportunità: Sant'Andrea sul Garigliano (16 Lpu), Arnara
(17), Sgurgola (18), Torre Cajetani (19), Posta Fibreno
(20), Fontechiari (43) e Pastena (49) non hanno presentato
neanche una domanda. Treno perso anche per Casalvieri, San
Giorgio a Liri, Belmonte, Santopadre, Settefrati, Patrica,
Vallemaio, Vico nel Lazio e Villa Latina: sia che le
disposizioni non fossero note (poco credibile), sia che ci
sia stata una precisa volontà (censurabile), tale
non-scelta penalizza e mortifica quei lavoratori che da
dodici anni spesso sostituiscono l'organico mancante negli
enti comunali. Una decisione incomprensibile specie laddove
ci sono pochi, pochissimi lsu in servizio. Altre situazioni
particolari: il Comune di Vallecorsa ha indicato
direttamente i nomi degli lsu che vuole assumere, mentre
Castelliri ha imposto un periodo di prova per i tre
lavoratori che saranno assunti.
E per tutti coloro che
restano nel corpo degli lsu? Semplice: si continua come se
nulla fosse, di proroga in proroga, in uno status di
precarietà permanente, in una condizione di lavoratori di
serie B, con uno stipendio di circa 500 euro al mese. Una
condizione che vale per loro come per i «colleghi»
impiegati nei comuni con più di 5mila abitanti.
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27/04/2008