Sul tema intervengono i
consiglieri di circoscrizione Daniele Forestiero (Fi),
Daniele Colasanti (An) e Italo Iafrate (An). Le opere
suddette infatti hanno avuto un costo di circa 2 miliardi
vecchie lire.
«Se occorre una protesta come quella di
via S.Giuliano basta dirlo - dichiarano i tre esponenti
dell'opposizione - quattro sovrapassi ferroviari e ve ne
fosse uno funzionante. L'amministrazione di centrosinistra
dovrebbe vergognarsi e chiedere pubblicamente scusa a tutti
i cittadini di Frosinone. E non vengano a dirci che le
colpe sono da attribuire al passato perché, purtroppo per
noi, sempre loro c'erano in Comune».
Come tempo fa
documentato proprio dal nostro quotidiano, i sovrappassi
sono ormai da tempo simbolo di una scriteriata gestione
della cosa pubblica.
«Sono stati spesi circa 500
milioni di vecchie lire per costruire ognuno dei soprapassi
e l'incuria ha ridotto gli stessi praticamente
inutilizzabili. Ascensori murati, pavimentazione assente
(tanto da poter cadere nel vuoto da altezza di diversi
metri) in molte zone, illuminazione zero, sporcizia e
erbacce in quantità industriali ed infine, ma non ultimo
per importanza, presenza di preservativi e decine di
siringhe utilizzate, il che lascia intendere che trattasi
di abituali punti di ritrovo per coppiette e
tossicodipendenti». Fotografie di un degrado tra i peggiori
in tutta la città.
I tre consiglieri lanciano quindi
un appello all'amministrazione: «La giunta Marini si attivi
subito e, una volta tanto, fornisca delle risposte concrete
alla città. Se poi per farsi ascoltare da questa sinistra
sorda, occorre una protesta come quella di via S.Giuliano,
basta dirlo. Noi di centrodestra non siamo soliti
promettere in fase di campagna elettorale per poi
dimenticare tutto all'indomani del voto. Anche questa volta
scenderemo al fianco dei cittadini in difesa di quelli che
dovrebbero essere i loro più basilari diritti. I
sovrappassi pedonali sono stati realizzati dalle Ferrovie
dello Stato nel 1997 a compensazione della eliminazione dei
passaggio a livello che collegavano lo scalo al resto della
città.
Nel tempo si sono tramutati in un'autentica
barriera architettonica. I portatori di handicap, come
anche gli anziani, sono forzatamente costretti a rimanere
emarginati nella periferia cittadina.
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27/04/2008