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Frosinone

Pietro Pagliarella Frode informatica continuata. Questo il ...

Pietro Pagliarella
Frode informatica continuata. Questo il reato che la procura della Repubblica di Frosinone, nella persona del sostituto procuratore Tonino Di Bona, all'atto di concluso delle indagini, contesta a dodici dipendenti della società «Equitalia Frosinone S.

p.A.» (concessionaria del servizio di riscossione dei tributi per la provincia di Frosinone) accusati di avere sospeso il pagamento di cartelle esattoriali senza autorizzazione degli enti impositori, di avere cancellato notifiche o ritardato gli atti amministrativi concernenti l'esecuzione di procedure immobiliari in favore proprio e/o di parenti, amici, conoscenti e terzi soggetti, avvalendosi della qualità di operatori di sistema informatico della società di riscossione dei tributi della provincia di Frosinone. I fatti contestati risalgono al secondo semestre dello scorso anno. Durante l'attività investigativa, condotta dai finanzieri del nucelo di polizia tributaria di Frosinone, comandati dal colonnello Vittorio Palazzini, con l'ausilio degli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Postale della Questura del capoluogo, è stato accertato che funzionari e impiegati della «Equitalia Frosinone» hanno effettuato un centinaio di indebiti accessi informatici sospendendo ovvero cancellando le notifiche per altrettante cartelle esattoriali per un importo complessivo di circa 400.000 euro, nonché ritardando procedure di riscossione per 7 esecuzioni immobiliari per un valore di circa 2 milioni di euro. La indagini sono partite da una segnalazione interna all'ufficio a seguito della rilevazione di alcune anomalie nei terminali. In sostanza gli operatori indagati, tramite una loro password personale, accedevano al sistema e procedevano alla cancellazione di file e di dati dai terminali facendo apparire l'inesistenza di procedure di riscossione, o meglio cancellando i dati della avvenuta e regolare notifica delle cartelle esattoriali. In questo modo veniva procurato alle società e alle persone beneficiarie di tali attività un ingiusto profitto giacché nei loro confronti non venivano attuate procedure coattive di riscossione con grave danno per l'«Equitalia». Queste operazioni lasciavano, tuttavia, una traccia del passaggio dell'operatore. Questa analisi informatica, assieme ad una certosina attività di studio di mille pratiche inerenti contribuenti destinatari di cartele esattoriali effettuate dalla Finanza, ha consentito di ricostruire l'intero quadro criminoso. L'importo delle cartelle andava da un minimo di 21,88 euro fino ad un massimo di 169.670,91 euro. La fiamme gialle hanno indagato anche nel senso di accertare se vi fosse stata una qualche forma di corruzione dei dipendenti dell'agenzia fiscale con l'elargizione di somme denaro per l'effettuazione delle operazioni di cancellazione, ma nessun riscontro è stato trovato. Nessun provvedimento, allo stato attuale, risulta essere stato preso nei confronti dei beneficiari delle condotte messe in atto dagli indagati, siano esse persone fisiche o giuridiche. Ora, dopo la notifica della conclusione delle indagini preliminari, atto prodromico alla richiesta di rinvio a giudizio, gli indagati hanno venti giorni per poter chiedere di essere ascoltati, produrre memorie o chiedere l'effettuazione di ulteriori attività investigative per dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Al momento uno solo dei dodici indagati ha chiesto di essere ascoltato. Il collegio difensivo è formato dagli avvocati Giampero Vellucci, Antonella Ferri, Nicola Ottaviani, Monica Buttarazzi e Gianrico Ranaldi.

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28/02/2008










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