p.A.» (concessionaria del servizio di riscossione dei
tributi per la provincia di Frosinone) accusati di avere
sospeso il pagamento di cartelle esattoriali senza
autorizzazione degli enti impositori, di avere cancellato
notifiche o ritardato gli atti amministrativi concernenti
l'esecuzione di procedure immobiliari in favore proprio e/o
di parenti, amici, conoscenti e terzi soggetti, avvalendosi
della qualità di operatori di sistema informatico della
società di riscossione dei tributi della provincia di
Frosinone. I fatti contestati risalgono al secondo semestre
dello scorso anno. Durante l'attività investigativa,
condotta dai finanzieri del nucelo di polizia tributaria di
Frosinone, comandati dal colonnello Vittorio Palazzini, con
l'ausilio degli agenti della Squadra Mobile e della Polizia
Postale della Questura del capoluogo, è stato accertato che
funzionari e impiegati della «Equitalia Frosinone» hanno
effettuato un centinaio di indebiti accessi informatici
sospendendo ovvero cancellando le notifiche per altrettante
cartelle esattoriali per un importo complessivo di circa
400.000 euro, nonché ritardando procedure di riscossione
per 7 esecuzioni immobiliari per un valore di circa 2
milioni di euro. La indagini sono partite da una
segnalazione interna all'ufficio a seguito della
rilevazione di alcune anomalie nei terminali. In sostanza
gli operatori indagati, tramite una loro password
personale, accedevano al sistema e procedevano alla
cancellazione di file e di dati dai terminali facendo
apparire l'inesistenza di procedure di riscossione, o
meglio cancellando i dati della avvenuta e regolare
notifica delle cartelle esattoriali. In questo modo veniva
procurato alle società e alle persone beneficiarie di tali
attività un ingiusto profitto giacché nei loro confronti
non venivano attuate procedure coattive di riscossione con
grave danno per l'«Equitalia». Queste operazioni
lasciavano, tuttavia, una traccia del passaggio
dell'operatore. Questa analisi informatica, assieme ad una
certosina attività di studio di mille pratiche inerenti
contribuenti destinatari di cartele esattoriali effettuate
dalla Finanza, ha consentito di ricostruire l'intero quadro
criminoso. L'importo delle cartelle andava da un minimo di
21,88 euro fino ad un massimo di 169.670,91 euro. La fiamme
gialle hanno indagato anche nel senso di accertare se vi
fosse stata una qualche forma di corruzione dei dipendenti
dell'agenzia fiscale con l'elargizione di somme denaro per
l'effettuazione delle operazioni di cancellazione, ma
nessun riscontro è stato trovato. Nessun provvedimento,
allo stato attuale, risulta essere stato preso nei
confronti dei beneficiari delle condotte messe in atto
dagli indagati, siano esse persone fisiche o giuridiche.
Ora, dopo la notifica della conclusione delle indagini
preliminari, atto prodromico alla richiesta di rinvio a
giudizio, gli indagati hanno venti giorni per poter
chiedere di essere ascoltati, produrre memorie o chiedere
l'effettuazione di ulteriori attività investigative per
dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Al
momento uno solo dei dodici indagati ha chiesto di essere
ascoltato. Il collegio difensivo è formato dagli avvocati
Giampero Vellucci, Antonella Ferri, Nicola Ottaviani,
Monica Buttarazzi e Gianrico Ranaldi.
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28/02/2008