Secondo i
sindacati, cotrapporsi al liberismo economico sembra il
viatico giusto: «Sono circa 4 milioni i lavoratori giovani,
sotto i 25 anni, con un reddito che non supera i 700 euro
al mese. Cinque milioni di lavoratori in Italia nel lavoro
irregolare, con un tasso di povertà che si attesta intorno
al 13%. 20.000 le unità comprese nel sommerso e nel nero
nella provincia di Frosinone». Tanti navigatori a vista
nella categoria del precariato: circa 1900 hanno militato
nelle sole strutture della Asl territoriale. Il sindacato
accusa il governo di aver disatteso le aspettative
sull'aumento dei salari e su una contrattazione più equa.
Una situazione che porterà quasi sicuramente le categorie a
decretare lo sciopero generale per il prossimo 15 febbraio
anche in provincia di Frosinone. Ieri il primo atto
unitario di Cgil Cisl e Uil, celebratosi nel palazzo
provinciale, grazie al quale i sindacati hanno deciso di
aprire una vertenza contro il governo e le istituzioni.
A guidare il dibattito in aula i tre segretari
provinciali Domenico De Sanits (Cgil), Pietro Maceroni
(Cisl) e Gabriele Stamegna (Uil). La priorità: diminuire le
tasse a lavoratori dipendenti e a pensionati. A livello
locale venire a capo sul futuro delle maggiori industrie
del territorio: dalla Marangoni Tyre alla Cst Net, dalla
Videocon alla Clm. Nessuna in buona salute. Qualcuno
sull'orlo del fallimento, con procedure di cassa
integrazione già avviate da anni. «Un fallimenro generale
su yutti i fronti per l'economia del nostro territorio -
ammettono i segretari di Cgil, Cisl e Uil - per quasta
ragione abbiamo posto all'attenzione dell'attivo la
possibilità di avviare un lungo percoso di consultazioni
coi lavoratori della provincia per arrivare allo sciopero
generale».
24/01/2008