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Frosinone

S. Giovanni IncaricoSeduta di fuoco alla Comunità montana

Scontri al calor bianco in consiglio

Mirella Rampini
S.GIOVANNI I. Toni infuocati tra gli otto consiglieri che compongono ad oggi la maggioranza e alcuni di quelli che hanno firmato una mozione di sfiducia contro il presidente Augusto Carè, presenti al consiglio. La seduta è iniziata con la surroga dei rappresentanti dei comuni di Pontecorvo, Pastena e San Giovanni Incarico e subito ha preso la parola Valerio Pecchioli, rappresentante del comune di Pontecorvo per eccepire la legittimità del consiglio «in quanto i telegrammi di invito non sono giunti nei termini previsti dallo statuto, 24 ore prima».

Dello stesso avviso l'altro consigliere di minoranza Massimo Marsella, rappresentante del comune di Pico. L'atmosfera era già abbastanza incandescente quando alle ore 11.33 è arrivato il consigliere delegato di maggioranza del comune di San Giovanni Incarico Antonio Salvati che ha consegnato al presidente Carè le delibere del consiglio comunale da lui presieduto qualche mezz'ora prima con le quali venivano eletti in seno all'Ente Montano Antonio Carnevale e Andrea Carnevale, quest'ultimo in sostituzione di Mario Fallone, che, secondo Salvati, non era più legittimato. Il sindaco chiedeva a gran voce che gli atti del consiglio comunale venissero acquisiti dal consiglio comunitario e più volte è stata chiesta al segretario verbalizzante dott. Antonello Rea una consulenza ai sensi dell'art. 97 del decreto legislativo 267 del 2000, mentre Carè, dal canto suo, dichiarava che i telegrammi erano stati spediti nei termini e che Fallone era presente legittimamente. Nonostante le vibrate proteste di Pecchioli, espresse in un documento dato in visione a tutti i presenti e consegnato agli atti e nonostante le delibere esibite da Salvati i consiglieri di maggioranza hanno approvato dieci punti all'ordine del giorno tra i quali il conto consuntivo 2006, la salvaguardia degli equilibri di bilancio e l'acquisto della sede della Comunità Montana di via Colleponte di proprietà del comune di Pico, con un finanziamento stanziato dalla Regione Lazio. È stata bocciata, invece, la mozione di sfiducia presentata dai consiglieri che, con Antonio Carnevale, costituivano una nuova maggioranza e che oggi risultano di minoranza».

13/11/2007










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