Si tratta
di un'iniziativa con la quale il capogruppo della lista
civica l'«Altra Ceccano» ha chiesto l'assunzione di un
impegno preciso da parte della giunta, a rinunciare alla
riscossione di Ici e Tarsu nei confronti dei portatori di
handicap o delle famiglie con all'interno situazioni di
svantaggio. L'iniziativa dell'esponente d'opposizione
prende spunto dalla legge quadro 104/92 per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone con
handicap, in combinato con le disposizioni del Testo unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, che
disciplina le competenze di comuni e province
nell'organizzazione e funzionamento dei propri organi e
uffici. Gran parte dei comuni italiani applica specifiche
esenzioni in merito all'imposta comunale sugli immobili e
alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani,
nei confronti dei portatori di handicap o delle rispettive
famiglie, in virtù di una facoltà che viene riconosciuta
dalla legge. Si tratta, infatti, di tributi locali che
vengono regolamentati ogni anno dagli enti locali che ne
beneficiano. Il regolamento generale delle entrate del
comune di Ceccano, però, alla voce «Agevolazioni» non
prevede alcuna esenzione di questo tipo, come ha fatto
notare il consigliere. Quindi, se la sua proposta di
mozione dovesse trovare accoglimento, bisognerà modificare
il vigente regolamento, la cui ultima modifica risale al
maggio 2005, con l'inserimento di un'apposita dicitura al
comma 4 dell'articolo 6. Le mancate entrate per il comune,
in caso si applicassero le esenzioni ai portatori di
handicap, ammonterebbero a circa 30mila euro, una cifra che
secondo il proponente si potrebbe recuperare mettendo in
opera i controlli previsti per l'evasione fiscale. A questo
punto bisognerà vedere quale sarà la risposta
dell'amministrazione comunale, che proprio su imposte come
l'Ici raccoglie la maggior parte delle proprie entrate.