Va ricordato che tre anni fa soltanto
Rifondazione comunista portò in... dote al centrosinistra
ben 20 mila voti che, con i partiti oggi alleati, si arriva
ad oltre 25 mila. Non è poca cosa. Alla fine della
riunione, si è deciso di tenere un altro incontro fra due
settimane. Ieri alle 12.00 con il presidente Scalia si sono
visti i segretari Ds Buschini, Casinelli della Margherita,
Pizzutelli e Torriero dello Sdi, Celletti dell'Udeur,
quello dell'Italia dei Valori, Capuano del Prc, Colicchia
del Pdci, Pilozzi della Sinistra democratica e Belli per i
Verdi.
«Il problema è Scalia», ci ha detto ieri
pomeriggio il segretario di Rifondazione comunista, Gaetano
Capuano. Perché? «Ma perchè, come hanno riconosciuto gli
stessi esponenti Ds, della Margherita e socialdemocratici,
il presidente ha dimostrato fin dall'inizio un "deficit" di
corretto rapporto con un alleato che ha diritto a
dissentire su qualche punto del programma. E poi quello che
contestiamo principalmente a Scalia è che nel programma
sottoscritto nel 2004 non era previsto l'aeroporto ma
l'eliporto». Perché Scalia tiene un atteggiamento così
rigido? «Forse perché non si aspettava determinate risposte
o, maggiormente, forse perché, trovandosi al secondo
mandato, non è più interessato alla fine che farà l'ente
nelle prossime elezioni».
In effetti, nel
centrosinistra, quelli più preoccupati per la piega che sta
prendendo la situazione sono i diessini (probabilmente
perché si dice che alla candidatura sia interessato
l'attuale assessore regionale, Francesco De Angelis, il
quale in proposito non è che si sia tirato ufficialmente
indietro). La faccenda non è andata giù nemmeno ai
socialdemocratici che, anche ieri, con il segretario
provinciale Vincenzo Pizzutelli, hanno cercato di tutto per
superare un conflitto che appare insanabile. Antonio
Torriero poi, in consiglio provinciale, era stato
«tranchant» addebitando al presidente di indossare
indebitamente i panni del padre-padrone. Insomma, non c'è
stata una preliminare discussione nell'Unione che potesse
evitasse il «patatrac» della revoca della delega
all'assessore del Prc Francesco Giorgi. Scalia non ha
cambiato di un ette la sua posizione: «Se Rifondazione non
sostiene il progetto dell'aeroporto è fuori dalla
maggioranza». Ed è da escludere che la cambi: perciò
l'Unione si avvia quasi certamente alla disintegrazione.
Perché chi farà marcia indietro?