• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Frosinone

mediARTE

Ferraro racconta la sua Cassino


Rocco Zani
La copertina è di un celeste misurato come lo può essere il cielo nei giorni dell'autunno incalzante. Non è un caso. Sono i colori della sua città - quella della memoria probabilmente - , più rassicuranti del grigiore odierno, ma non meno ossessivi e gravidi.

Finanche il titolo non ha fronzoli, semplicemente «Cassino». Antonio Grazio Ferraro è stato «il sindaco» di questa città, nella mistura più gentilesca del termine, alimentandosi del senso di calvario e sconquasso che la guerra aveva offerto a lui e alle sue genti e risalendo un tempo fantasma fatto di silenzi epocali, di cupezze notturne, di miseria apocalittica. Ferraro scrive della «sua» Cassino con l'umiltà - e il timore - del testimone, non già con il virgolettato romanzesco del narratore abituale. È un libro di «cronaca», volendo attribuire a questa un ruolo chiarificatore, storico, direi finanche familiare. La guerra, nella sua sconsiderata cadenza, non è mai un evento da relegare esclusivamente nei libri di storia, ma la sommatoria amara di milioni e milioni di fatti di dolore. Storie minute di uomini e donne e bambini resi ciechi e sordi dall'orrore e dalla fame conviventi del giorno, al terribile cospetto di una morte che non conosce vuoti.









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro