Un discorso rischioso,
anzi temerario per certi versi e impopolare, che cadeva in
uno dei ricorrenti momenti di riproposizione della
istituzione della provincia di Cassino. Tante volte ci
siamo chiesti: se il territorio del Lazio meridionale
dovesse essere smembrato le popolazioni perderebbero ancora
di più potere contrattuale nei confronti di Roma, che già
spadroneggia contando sulle divisioni. Perciò più che
dividere, ci siamo sempre detto, bisogna unire pur essendo
a conoscenza di quanto siano diversi il Frusinate ed il
Pontino. La provincia di Cassino non si è realizzata nè
quasi certamente si farà (in Parlamento sono depositate una
ventina di proposte riguardanti i territori più strani) sia
perché lo Stato non ha soldi e perché non sarebbe ben
accetta considerato che aumenterebbero i costi della
burocrazia e del ceto politico. Sarebbe una sfida alle
ripercussioni provocate da «La Casta».
Il progetto del
Lazio sud, avanzato per prime negli anni '90 dalle
associazioni imprenditoriali, può avere adesso una
prospettiva di concretizzazione a seguito dei contatti tra
le due province. Auguriamoci perciò che abbia finalmente
successo.
L. Ser.