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Frosinone

Il blitz dei carabinieri è scattato ieri all'alba

Operazione «Spaccata» sedici persone arrestate

Marina Mingarelli
Un paio di colpi sferrati con una mazza ferrata dal peso di oltre dieci chili per frantumare una vetrina. Due minuti e mezzo per arraffare quanto contenuto nel negozio prescelto: abbiglimento d´alta moda,
occhiali griffati e sofisticati pc.

La banda della 'spaccata´ era divenuta per tutti i commercianti della provincia di Frosinone e per quelli del centro e nord italia, un vero e proprio incubo. In due anni la gang è riuscita a mettere a segno ben 189 colpi e prelevare merce per circa ottocentomila euro. Un´organizzazione ben preparata che, però, ieri mattina è stata smantellata dai carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone e dai colleghi della Compagnia di Cassino. Oltre un anno di indagine, una cinquantina di uomini impiegati e venti mezzi utilizzati per porre fine alle scorribande di sedici napoletani, tutti residenti nei quartieri Spagnoli e nel rione Sanità. Un capo indiscusso, Giuseppe Annunziata, che riusciva a tenere le fila del
gruppo senza essere sopraffatto e che era riuscito a dare ad ognuno dei componenti un ruolo ben preciso. Due donne, Assunta Luongo e Angela Ambrosio, quest´ultima compgna del boss, che effettuano sopralluoghi all´interno dei negozi ed adocchiavano quelli con la merce più costosa.
Tutti gli altri avevano il compito di recuperare auto rubate per fuggire, sorvegliare i vari incroci mentre avveniva il furto, una sorta
di vedetta che doveva subito allertare i compagni nel caso dell´arrivo di forze dell´ordine e poi ancora un anziano, Adriano Capasso, di settant´anni, che sfruttando il suo volto da pensionato poteva entrare
ed uscire dai negozi senza destare sospetti. Le investigazioni coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino, la dottoressa Francesca Costantini, hanno avuto inizio quando nel mese di maggio del 2006 in un negozio di ottica di Atina vengono asportati occhiali per cinquantamila euro. Un bottino troppo ingente per un furto commesso da personaggi del posto. Per questo i carabinieri hanno prelevato le tante impronte digitali lasciate dai malviventi ed hanno visionato le immagini delle telecamere a circuito interno presenti nell´attività. Passo dopo passo si è arrivati ad identificare tutti i componenti della banda .









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