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Maggioranza e opposizione sono ai ferri cortiLe opposte fazioni litigano su tutto lanciandosi accuse. Il futuro dell'Ambiente crea i maggiori contrasti

SORA — Maggioranza e opposizione ai ferri corti.

Ha lasciato strascichi il consiglio comunale di venerdì che ha fatto raggiungere il punto più basso, da tanti mesi a questa parte, nei rapporti tra le opposte fazioni, con la minoranza a lanciare il guanto di sfida («se avete elementi per sostenere che in passato sono stati commessi illeciti denunciate, una volta per tutte, alle autorità, se no smettetela di minacciare sempre azioni che poi non fate») e la maggioranza a raccoglierlo («saranno fatte verifiche accurate sugli atti predisposti dalla passata amministrazione per procedere poi all'invio alle autorità per i provvedimenti del caso»). A tracciare il solco più profondo tra centrosinistra e (quel che resta del) centrodestra le diverse valutazioni per l'Ambiente spa e per il difensore civico. Due iniziative della minoranza miranti a sancire l'impossibilità da parte del Cda della municipalizzata di operare licenziamenti dei dipendenti della cooperativa Sora Ambiente (undici addetti che si occupano della raccolta differenziata) e al rinvio della votazione per il difensore civico, visti i ricorsi in atto, sono stati respinti e criticati duramente dalla maggioranza, creando così i presupposti per discussioni anche molto accese. Protagonisti della vicenda soprattutto il capogruppo Sdi, Di Ruscio, ed il sindaco Casinelli (nella foto) da una parte e i consiglieri (ed ex assessori della passata amministrazione) Di Pucchio e Tersigni dall'altra. Ci sono stati scontri verbali che hanno determinato un nervosismo ed una tensioni tra le parti difficilmente superabile a breve. Sarà interessante verificare se tra qualche giorno, quando la rabbia sarà passata e le cose si vedranno con maggior distacco, maggioranza ed opposizione torneranno a confrontarsi pacificamente sulle grandi questioni che interessano la città o se, al contrario, l'aspro scontro politico in atto si allargherà ad altri temi finora non toccati. Quel che è certo però e che se non si risolveranno le vecchie questioni che si trascinano da anni ci saranno sempre tentativi di individuare responsabilità e colpevoli e quindi astio a non finire. Solo una volta tagliate definitivamente le zavorre e limitati i danni dei «pesi di piombo» si potrà (almeno si spera) di nuovo spiccare il volo. Cir.Alt.









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