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A tutto campo

di don ALBERTO MARIANI Alla ricerca del silenzio per la contemplazione e il ristoro spirituale con Maria, l'appuntamento di questa domenica è a Trisulti, altro posto «alto» della nostra provincia, ma facilmente raggiungibile, in cui si venera la Madonna.

Ho scelto questo luogo soprattutto perché vi si trova una Certosa che quanto a silenzio e raccoglimento l'ha fatta da maestra per secoli e continua ad essere un ottimo punto di riferimento ancora oggi. Completamente immersa nel verde, la Certosa di S.Bartolomeo, meglio conosciuta come Certosa di Trisulti, a 825 metri di altitudine, fu fondata nel 1204 per volontà di Papa Innocenzo III ed è situata nel Comune di Collepardo, alle falde del monte Rotonaria (1845 metri slm). La certosa - ora monastero cistercense, affidato ai monaci di Casamari- parla, come sempre, con la maestosità delle sue mura, il silenzio dei suoi spazi e, in questi giorni, con la generosa e gradita frescura e con lo scrosciar delle foglie accarezzate dal vento, quasi a voler accompagnare il raccoglimento interiore del visitatore che si è fatto pellegrino e il ritmo del cuore di chi è salito in alto proprio per calarsi, con l'aiuto di questo silenzio, nel più profondo di se stesso. Chi è venuto con questo intento sosta incantato davanti alla pala d'altare raffigurante la Madonna in trono con il Bambino ed i Santi Bartolomeo e Bruno, come pure in tanti altri ìangoli" di silenzio e di pace. Ma il luogo in cui più propriamente desideriamo condurvi è all'esterno della Certosa, a circa un quarto d'ora di cammino a piedi, scendendo verso il torrente Cosa. Qui, incavato nella roccia «cesa», ossia «tagliata» (dal latino caedo) - potrebbe essere questo secondo una ormai consolidata tradizione l'ipotesi più accreditata che da il nome al Santuario- si trova un caratteristico luogo di culto e di devozione popolare, meta anche di pellegrinaggi a piedi dai paesi vicini. Si tratta di un piccola chiesa con annessa la casa per il custode, che richiama quella della Santissima Trinità di Vallepietra, ai piedi del monte Autore. Sulla parete retrostante la grotta stessa, dove ora si può vedere un quadro raffigurante la Madonna del Carmelo, vi era dipinta a fresco sulla roccia l'immagine della Madonna -attualmente custodito nella Certosa- che, secondo la tradizione parlò all'eremita. Varie altre grotte che si trovano nei paraggi dicono quanto un tempo questo luogo fosse ricercato per la solitudine, il raccoglimento e la preghiera: un modo di elevare il quotidiano facendo diventare la contemplazione una scelta di vita. Oggi che i richiami del mondo e il tran tran della vita sembrano rendere impossibile tale scelta, non sarà male, di tanto in tanto - per questo lo additiamo- ripercorrere e rivisitare quanto altri hanno vissuto e ci hanno lasciato o, comunque, approfittare di tutto ciò che può parlarci di Maria, che con il suo esempio rimane attrazione e modello costante nei secoli di una meravigliosa armonia ed equilibrio di vita. Lei che ha saputo portare la contemplazione di Dio nel quotidiano e rendere l'ordinario della sua vita un colloquio costante, cuore a cuore, con Dio. E se alcuni di questi luoghi possono risultare lontani, tanti altri ce ne sono vicino alle nostre case. Basterebbe guardarsi attorno. L'occasione mi è propizia per invitarvi al Convegno che si terrà domenica prossima all'Oasi Mariana Betania di Alvito, sul tema «Maria Madre accogliente». Sarà un modo per trascorrere con lei un'intera giornata e scoprirla in azione nel quotidiano. Chiunque volesse entrare in contatto con don Alberto può scrivere a: donalberto@oasibetania.it









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