Per questo, anziché cercare o indicare dove salire, questa volta ho pensato di invitare a scendere dentro se stessi e gustare quanto, proprio a causa della distrazione e della confusione, può essere sfuggito. Se nostro intento, in questo mese, è quello di «elevarci» lasciandoci aiutare da luoghi che ci parlano di Maria, la festa celebrata quattro giorni fa porta al di sopra di ogni luogo materiale, fosse anche il più alto del mondo. Ma nello stesso tempo sono certo che a nulla servirebbe recarsi tanto in alto se poi ci si ritrovasse a ridiscendere portandosi dentro il vuoto. Sostiamo, allora, per riempirci e proviamo a gustare - anche se è già passata - il significato dell'Assunta, festa che si celebra in tutta la Chiesa e, in maniera più o meno solenne, in tanti paesi anche della nostra provincia. Il suo significato religioso è chiaro: Maria è stata assunta in cielo anche con il corpo. Ma la carica che questa festa porta con sé può nutrire molto di più della meditazione una giornata, purché sia assaporata interiormente. Volendo attingere dalle parole di un grande Papa sarà utile meditare, nel raccoglimento che ciascuno può procurarsi, recandosi dove lo porta il cuore, quanto Paolo VI disse proprio il giorno dell'Assunta oltre quaranta anni fa: «Il Signore ha veramente esaltato Maria, ponendola al vertice delle sue opere e profondendo in lei la ricchezza della sua bontà, della sua bellezza e del suo amore. Ma la Vergine rimane sempre una creatura e come essa stessa si chiama "l'ancella del Signore". L'umiltà si distende su tutta la sua vita. Contemplare Maria diventa una rispondenza ad una nostra incolmabile nostalgia. Gli uomini del nostro tempo, infatti, cercano il tipo, cercano l'eroe, cercano colui che sintetizzi qualche lato perfetto della loro vita umana. La Madonna verifica in se stessa tutte le bellezze dell'umanità, oltreché della santità soprannaturale: è donna, è vergine, è madre, ha sofferto, ha lavorato, ha patito, ha vissuto la nostra esperienza terrena e porta in alto la nostra umanità... È l'esemplarità della Madonna che illumina il nostro cammino, non rimane distante. La Vergine santissima è infatti nostra intermediaria e la sua intercessione diventa materna, sempre vicina alle prove della nostra vita. Essa ci conforta e ci invita ad imitarla, rendendo ideale il pellegrinaggio della nostra vita» (15.8.1965). Benché già in cielo anche con il corpo, Maria, dunque, ci è vicinissima. È lì a ricordarci l'orizzonte del nostro destino e a offrirci il compimento di una beatitudine annunciata. A tutti quelli che in questi giorni cercano i rumori per non pensare o si lasciano affascinare - e non di rado anche stordire - dal vuoto del divertimento, vorrei affidare questa stupenda affermazione di Madre Teresa di Calcutta: «Dio è amico del silenzio: dobbiamo ascoltare Dio perché ciò che conta non è quello che diciamo noi, ma quello che Lui dice a noi e attraverso di noi». Mi sembra davvero un buon suggerimento per non sciupare il «Ferragosto» che, anche per questo, potrebbe essere «il tempo giusto» o, come si dice in campo liturgico, «occasione favorevole». Ma per questo bisogna fermarsi ed entrare nel silenzio del proprio cuore. Chiunque volesse entrare in contatto con don Alberto può scrivere a: donalberto@oasibetania.it