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di don ALBERTO MARIANI AI nostri illustrissimi onorevoli parlamentari una domanda di mezza estate.

Con i tempi che corrono e i venti che tirano, finora si era sempre dovuto registrare qualche aumento, per lo più lasciato passare in sordina - la notizia che giunge dai nostri parlamentari è quasi «eccezionale» e, benché non si intenda accendere alcun fuoco, non può essere lasciata svanire tra la calura e gli incendi di questi giorni.

I nostri governanti, infatti, con la compiaciuta soddisfazione dei presidenti di Camera e Senato, sono giunti alla determinazione di cominciare a tagliare sui loro «vitalizi e privilegi». Per l'esattezza, perché a qualcuno la notizia potrebbe essere sfuggita, hanno deciso di abolire il «privilegio» di un rimborso spese di 3.100 euro all'anno, elargiti per «viaggi all'estero per motivi di studio» e di elevare il tetto dei due anni sei mesi e un giorno della loro permanenza in parlamento come tempo attualmente sufficiente per maturare un «vitalizio» (ossia «pensione a vita», anche se il parlamentare dovesse avere poco più di venti anni, visto che ne bastano 18 per essere eletti alla Camera dei Deputati). Di più, tale vitalizio si è deciso di «ritoccarlo» e portarlo fino a un massimo del 60% di quello attuale. È vero, l'argomento non rientra nel mio campo specifico di attenzione, non concerne né il mondo dell'occulto, né quello più specificatamente religioso; riguarda, però, la gente e non posso sottrarmi dal raccogliere le loro considerazioni, data la fortuna-sfortuna di avere a disposizione una rubrica dal titolo «a tutto campo». Infatti, benché apparsa in piena estate, ossia quando tutti sembrano distratti e in tutt'altre faccende affaccendati, la notizia ha spalancato il campo a reazioni le più svariate. Qualcuno lasciandosi andare ad esclamazioni di soddisfazione come: «Era ora!». Altri manifestando interesse e curiosità per quel che potrà succedere, senza nascondere qualche dubbio: «Mah, sarà vero?!». Qualche altro ancora avventurandosi in esercizi di contabilità, del tipo: se, come hanno detto, una tale iniziativa porterà a risparmiare in un anno qualcosa come 70 milioni di euro, vorrà dire che si dovrebbe avere un risparmio mensile di circa seimila euro. Il numero sempre crescente degli italiani costretti a fare i conti sulla propria pelle, con il rischio di non arrivare a fine mese, e a fare tagli anche sul necessario i conti li sa fare. Da questa gente, in particolare, raccolgo una proposta. È stato detto che tale decisione non vale per gli attuali parlamentari, ma andrà in vigore dalla prossima legislatura. Ora ci sono leggi che vengono promulgate con decorrenza immediata. Alcune addirittura con effetto retroattivo. Perché non decidere di fare altrettanto anche in questo caso? Oppure i parlamentari sono dispensati dall'essere cittadini come gli altri? Se, per non rovinarvi l'estate, si avesse il coraggio di mandarla in vigore almeno dal mese di settembre, ai 70 milioni se ne aggiungerebbero almeno altri 17,5. Non è poca cosa con i «debiti» che corrono per la nostra nazione. Si tratterebbe soltanto di chiudere gli occhi e di dire, con una espressione di manzoniana memoria: «A chi la tocca la tocca». Onorevoli, è solo questione di coraggio. Quella gente alla quale si chiedono sacrifici e non si sta tirando indietro, oggi più che le parole aspetta e comprende i fatti. Coraggio, allora. Il momento è buono, il vento è favorevole e à l'Italia ne ha bisogno. chiunque volesse entrare in contatto con don Alberto Mariani può scrivere a: donalberto@oasibetania.it









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