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Frosinone

di don ALBERTO MARIANI POSTA Fibreno.

Uno tra i più piccoli comuni della nostra provincia, l'ultimo nato, ha festeggiato, la scorsa settimana, i 50 anni di autonomia.

A solennizzare il fatto, una pagina speciale del nostro giornale e, in essa, l'intervento eccezionale del senatore a vita Giulio Andreotti, che ne fu allora valido fautore. Dal suo contributo, e in particolare dall'augurio finale indirizzato alle nuove generazioni, raccolgo una provocazione che ritengo sia doveroso amplificare e far risuonare in un campo più vasto. «Formulo l'augurio alle nuove generazioni - concludeva il senatore - di conservare quella robustezza e integrità morale che nel disastrato dopoguerra fece superare momenti difficilissimi. E realizzò, accanto alle opere di ricostruzione, nuove realtà positive». Dire grazie ai diretti interessati di allora, dovunque si trovino, come a tutti quelli che hanno lavorato negli altri nostri comuni - in particolare a coloro che sono ancora in vita (perché oggi si è abituati a fare ringraziamenti e panegirici dopo la morte) credo sia cosa buona e giusta, oltre che educativa per questi tempi in cui, ritenendo tutto dovuto, il grazie si ascolta sempre più raramente. È vero. Non siamo nel dopoguerra e non ci sono opere da ricostruire. Ma forse da ricostruire, o da costruire daccapo, ci sono proprio le generazioni vecchie e nuove e in esse soprattutto quei valori morali di «robustezza e integrità» che costituirebbero di sicuro le basi solide per un futuro sereno tanto chiacchierato eppure tanto difficile da intravedere e per il quale sempre più pochi sono disposti a pagare un sia pur minimo prezzo personale. Non si tratta oggi di far nascere comuni, né di realizzare «consorzi» o «confederazioni» di paesi e di città, perché questo non basta, e comunque diventa impresa sempre più ardua, se mancano cittadini veri, ossia donne e uomini maturi e coscienze responsabili che sappiano coinvolgersi con passione e manifestare quell'impegno indispensabile sul recupero dei valori e un vissuto coerente ed onesto che diventi garanzia per un futuro italiano, europeo e mondiale migliore di quello che stiamo vivendo e che tutti si auspicano. Chissà che proprio dai piccoli centri della nostra provincia, come già, del resto, in passato per le generazioni vicine e lontane - e vado con la mente indietro fino ai tempi dell'antica Roma - non possa questo messaggio a fondo pagina essere raccolto e diventare esperienza in una campo più vasto? Chissà che non riesca questa povera voce a ridare coraggio in tutte le direzioni, smuovendo i cuori, risvegliando gli animi e scuotendo le coscienze, per un'Italia unita che sappia ritrovare nella testimonianza dei nostri antenati -e soprattutto «nella robustezza e nell'integrità morale» e nei valori fondamentali che le caratterizzano - il segreto per superare tanto scontento, riaccendere fiducia e vedere rinascere non monumenti e opere materiali ma «mattone su mattone», o meglio mente su mente e cuore su cuore, la grande e valorosa Nazione, unita in ciò che veramente vale e regge la storia, per il bene comune e la gioia di tutti?! Di riscontro, ma anche di incoraggiamento, abbiamo la constatazione che, senza valori veri e profondi neppure l'impero romano, che pure è stato tanto forte e potente, è andato lontano.L'appello è lanciato. Aspetta solo che qualcuno cominci a raccoglierlo. Il Tempo è anche per questo.









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